La musica elettronica è terreno particolarmente fertile di questi tempi, terreno che regala ogni anno decine e decine di dischi, di nuovi artisti e di grandi promesse per il futuro. Sarà perché tutto sommato, nonostante le grandissime influenze che le maggiori produzioni pop moderne hanno, la musica elettronica, quella più dura e pura, è rimasta un genere tutto sommato di nicchia, e ciò ha permesso ai molti artisti che la plasmano in modo diverso e originale di mantenere una propria fortissima identità artistica.

Angelo Sicurella è uno di quegli artisti che di strada ne ha fatta tanta, ed è giunto finalmente oggi alla sua prima effettiva release da solista, con un album, questo Yuki-O, particolarmente complicato, sinistro e affascinante.

Sono otto brani di musica elettronica e, soprattutto, sperimentale. Si, il termine più adatto per definire questo lavoro è sperimentale, sperimentazione, e più si procede nell’ascolto e più si entra a poco a poco nel mondo musicale di questo particolare artista.

Non ci sono hit, o almeno hit comunemente definibili tali, ma tantissimi sintetizzatori di vario genere, dai monofonici ai modulari, alla ricerca del suono più avvolgente, musica “ambient” che si mischia al pop classico delle strutture precise e mai fuori luogo.

Ci sono poi suoni volontariamente stonati, incastri di drum machine e bass synth che quasi rimandano alle composizioni cosiddette “glitch”, e ancora tanta altra carne al fuoco gestita con eleganza e cognizione, lasciando al disco quella forte componente di coerenza che lo inquadra perfettamente nella natura puramente elettronica di qui è composto.

Scordatevi dei ritornelli da spiaggia, delle melodie a basso costo e del rock n’roll che fa eco a esempi meglio riusciti oltreoceano, qui si parla di purezza totale, talmente profonda da risultare egocentrica.

Anticipato dal videoclip del brano “I Sogni Scivolano”, questo Yuki-O è un disco interessante, sperimentale e in alcuni passaggi un po’ azzardato, che però rivela in maniera chiara le intenzioni di Angelo Sicurella, ossia quelle di esplorare e portare avanti nel modo più incondizionato possibile la sua originale identità artistica.

Francesco Pepe

 

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