– di Ilaria Coppola –
C’è sempre qualcosa di profondamente romano e, allo stesso tempo, visionario nella musica dei Bobby Joe Long’s Friendship Party. Con Caracalla, nuovo singolo prodotto da Francesco Megha, uscito il 21 Ottobre 2025, la Oscura Combo Romana di Henry Bowers continua la propria missione di contaminazione estetica, fondendo la romanità “coatta” con la malinconia esistenziale della darkwave.
Caracalla è un inno ribelle e ironico, un brano che oscilla tra il delirio poetico e la filosofia da marciapiede, in cui la voce recitante di Bowers si muove in equilibrio instabile “tra un Oscar Pettinari e un Nietzsche”, come a voler fondere l’arroganza popolare con la vertigine del pensiero. Un equilibrio paradossale che i BJLFP coltivano da sempre: l’arte di stare in bilico, di mescolare alto e basso, periferia e metafisica, sarcasmo e tragedia.
Musicalmente, la canzone affonda le radici nella wave elettronica con punte di punk sferzante, mantenendo quell’energia elettrizzante che da anni caratterizza la “coattowave”, etichetta coniata dallo stesso Bowers per definire la propria estetica sonora. La produzione di Megha enfatizza il lato più viscerale del progetto: bassi pulsanti, synth taglienti e una tensione ritmica che sembra disegnare paesaggi urbani illuminati al neon tra Prenestina e via di Tor Bella Monaca.
Come sempre nei testi di Henry Bowers, si respira un mondo stratificato di citazioni, riferimenti e visioni: dalla cultura pop allo spettacolo, fino agli interrogativi politici e sociali. Caracalla parte da Roma Est per espandersi ovunque — o forse da nessuna parte — come un flusso di coscienza collettivo, che trasforma il quotidiano in allegoria e la borgata in filosofia.
In continuità con lavori come Roma Est, Semo Solo Scemi e AOH!, il nuovo singolo conferma la capacità della band di mantenersi radicalmente identitaria pur evolvendo in termini di produzione e scrittura.
Con Caracalla, i Bobby Joe Long’s Friendship Party consolidano la loro traiettoria: una voce riconoscibile della musica italiana contemporanea, capace di tenere insieme dissacrazione e profondità, periferia e filosofia.







