Secondo album per la band di Iglesias, intitolato Il Giardino del Tempo. Dopo il primo Maestrale del 2010 interamen­te autoprodotto, e dopo più di due an­ni di esperienze live importanti esce il secondo lavoro in studio per l’etichet­ta bolognese Areasonica Records.

Un lavoro elaborato nelle idee e nella pratica, strettamente legato alla terra dei Cheyenne Last Spirit come si per­cepisce nella gran parte dei testi. Il mare e la terra della Sardegna fanno capolino in quasi tutte le canzoni, in un modo o nell’altro. Ci si muove tra liriche introspettive come “Le nostre Paure”, “Il Giardino di Bianca”, e testi di stampo più sociale come “Il viandan­te”, “Nero il lavoro bianca la Morte”.

Un disco aperto dall’intro strumen­tale “L’inizio”, e chiuso da “La fine”, e in cui spiccano i due singoli che ne anticipano l’uscita: “La mia ener­gia” è un rock aggressivo, incentra­to sul tema dell’energia ecososteni­bile e rinnovabile. Nel video la band suona alimentata da pannelli foto­voltaici mostrando attenzione sulle questioni attuali e locali. Il secondo singolo è “La canzone del Poeta”, ac­compagnato da un video girato in­teramente ad Olbia. Uno dei miglio­ri brani di tutto il lavoro, riuscito sia musicalmente, sia con le parole di critica verso un panorama di gene­rale superficialità. Salti dinamici e voli pindarici, “La Canzone del 68” ne è l’esempio. Sonorità floydiane di sli­de guitar e pianoforte, con un testo di quelli che in Italia sono sempre troppo pochi e necessari. La secon­da parte del pezzo ci rimanda, sep­pur per poco, ad atmosfere di pro­gressive italiano, davvero in stile fi­ne anni Sessanta.

Poi precisamente a metà album c’è “Maestrale”, la riedizione del brano del primo lavoro omonimo, in que­sto caso registrata, per una compila­tion di band sarde selezionate, nel te­atro di Serrenti con la produzione di Jacopo Vannini e Samuele Dessì.

Un disco bello e ricco, di un gruppo italiano che merita un’audience sem­pre più vasta. Un’altra delle numero­se risorse della Sardegna: i Cheyenne Last Spirit e il loro nuovo disco.

Luca Secondino

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