Un live report personale del concerto di Achille Lauro all’Unipol Forum di Milano del 16 marzo 2026
Il concerto di Achille Lauro del 16 marzo 2026 all’Unipol Forum di Assago (Milano) è un appuntamento molto atteso, capace di richiamare fan da tutta Italia per una data dal forte valore simbolico. Il live report ripercorre il passato dell’artista e lo mette in relazione con i traguardi raggiunti negli anni, grazie a una costante capacità di reinventarsi e alle quattro partecipazioni al Festival di Sanremo, che l’hanno consacrato come figura centrale del Pop italiano.
– di Giacomo Daneluzzo –
“16 marzo”: il significato della data e il concerto al Forum
Per tutti i fan di Achille Lauro il 16 marzo è un giorno speciale, per via della canzone che il loro beniamino ha dedicato a quel giorno. Ma andare a un suo concerto proprio in quella data è qualcosa di speciale a prescindere. Quest’anno il 16 marzo cade di lunedì e Achille Lauro ha organizzato per l’occasione un grande concerto a Milano, per la precisione all’Unipol Forum di Assago, andato completamente sold out. Tutto esaurito. Ecco com’è stato.
Il mio amico Dorian aveva programmato di andarci con le sue due figlie, ma la più grande, adolescente, ha deciso che non faceva più per lei. È questo il motivo per cui mi è arrivata la proposta di andarci insieme a lui e a JoJo, la più piccola, che va alle medie.
E così eccomi qui, nella platea dell’Unipol Forum in mezzo a millemila persone ad aspettare che arrivi lui, l’artista, la star, e che porti in scena il suo grande show, di cui si è parlato molto bene. Non so chi tra i miei due accompagnatori, grandissimi fan, sia più impaziente dell’inizio di questo concerto. Intorno a noi c’è un pubblico eterogeneo, che comprende bambini e persone di mezza età, maranza e membri della comunità LGBTQ+, colori sgargianti e completi da ufficio. Tutti quanti non vediamo l’ora di cominciare.
Ci guardiamo intorno: l’Unipol Forum è pieno da scoppiare. Possiamo dire che il concerto di Achille Lauro è ufficialmente sold out.
Non me ne vogliate, so che si avvicina il momento clou, ma prima di parlare del concerto mi tocca fare un salto nel passato, per la precisione nella mia adolescenza, e raccontarvi di come ho scoperto dell’esistenza di Achille Lauro.
Il mio primo incontro con Achille Lauro, ai tempi della Trap
Il mio primo impatto con la figura di Achille Lauro è stato una decina d’anni fa, ormai. Una vita fa. E, vi dirò, l’impressione che mi ha lasciato non è stata un granché, in tutta onestà. Erano gli anni in cui iniziava quel bizzarro fenomeno – tra il kafkiano e l’orwelliano – della Trap, che a tutti noi che l’abbiamo vissuto suonava un po’ surreale. Periodicamente, poi, saltava fuori il nome di qualche nuovo paladino di questo genere.
Nonostante io ascoltassi tutt’altra musica, volente o nolente ero aggiornatissimo sullo sviluppo di tutto ciò grazie ai miei compagni di scuola, a riprova del fatto che questo genere non sia mai stato davvero l’espressione della strada e della periferia, quanto piuttosto della noia borghese che prolifera bene anche tra i rampolli delle migliori famiglie milanesi, di cui un liceo classico del centro è la naturale estensione. Qui però non approfondiremo quanto un ragazzo che viene dalla periferia e che ascolta musica decente possa sentirsi fuori posto in una scuola nel cuore della Milano bene, visto che per quello c’è la mia psicologa, ma di come ho scoperto Achille Lauro.
I primi video virali del trapper Achille Lauro
Siamo nel 2016 e un mio compagno di classe mi manda un link di YouTube, un video virale. Il titolo è, parafrasato, “Achille Lauro insulta un fan con l’autotune”. Lo apro: mostra un giovane, tale Achille Lauro, sul palco di un piccolo club con indosso una maglietta abbastanza sgargiante e degli occhiali da sole sportivi al chiuso, niente di strano per un trapper, che sta cantando con l’autotune e con un forte accento romano un brano su uno spacciatore, intitolato “A casa di Sandro”. La qualità video e audio è pessima. A un certo punto Achille Lauro si ferma e dice: Stoppa, stoppa! Chi cazzo è? Segue una scena patetica in cui si rivolge a qualcuno nel pubblico insultandolo e minacciandolo, con una sfilza di deficiente, ritardato, t’ammazzo, vie’ qua. La parte comica è il fatto che tutto ciò avvenga con l’autotune acceso, quindi con un effetto sulla voce che rende il tutto grottesco e ben poco minaccioso, insieme ad alcune espressioni colorite come ’A regazzino!, Fai pippa!, Magna dalla ciotola! Dopo un minuto abbondante di questa roba, durante il quale chiede e ottiene che il pubblico si presti a fare un coro di Scemo! Scemo! all’hater, riprende l’esibizione come se niente fosse.
Dopo aver visto questo video sono abbastanza sconvolto dal fatto che un tale idiota possa essere apprezzato da qualcuno, ma la mia attenzione si sofferma sul primo video consigliato, con un titolo tipo “Achille Lauro tira un pugno a un ragazzino”. Sospiro. Be’, apriamolo.
È ancora peggio del primo. Siamo su un palco all’aperto e Achille Lauro, in tuta da sci e con gli immancabili occhiali da sole anche se è sera, non sta cantando e si rivolge a qualcuno tra il pubblico davanti al palco: Che hai detto?, chiede, ma noi non sentiamo la risposta; lui sì. Apparentemente calmo, scende lentamente dal palco, si avvicina alla prima fila e, da sopra la ringhiera che separa il palco dal pubblico, d’improvviso sferra un cazzotto ben assestato al misterioso vituperatore, che non si vede, per poi tornarsene tranquillamente sul palco, mentre l’altro è bloccato dalla ringhiera. In questo caso, almeno, il pubblico gli urla contro e gli fischia, ma lui, salito sul palco, si mette a ridere di gusto al microfono, per poi aggiungere: Domani pubblicità, domani pubblicità, grazie a te!
Chiudo YouTube e penso: Vabbè, questo tra qualche mese ce lo siamo dimenticati tutti.
Achille Lauro, Pop star di fama nazionale: da Sanremo ai palazzetti sold out
Non sono mai stato bravo a fare previsioni.
Dieci anni dopo, Achille Lauro ha partecipato quattro volte a Sanremo, ha rappresentato San Marino all’ Eurovision, è stato ospite di un’infinità di festival, eventi musicali e culturali e programmi televisivi, ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti pop italiani e ha fatto svariati album e tour di enorme successo. Dieci anni dopo, soprattutto, eccomi qui, il 16 marzo, nel parterre di un Unipol Forum sold out, ad aspettare l’arrivo di Achille Lauro e a chiedermi, ripensando a quei video: Ma com’è possibile?
Quando sul palco dell’Unipol Forum arriva Achille Lauro il pubblico impazzisce. Il Forum è attraversato da un boato che parte dalla platea e arriva fino agli spalti più in alto. I fan milanesi lo amano talmente tanto che gli perdonano persino la scelta di aprire con “Amor”, un pezzo dedicato a Roma, e si scatenano sulle note del brano dopo, “Bam Bam Twist”. Fin da subito è chiaro che non si tratta di un semplice concerto, ma di uno show vero e proprio: il rapper, ormai cantante, si muove sul palco con la naturalezza di chi ne ha calcati tanti e si sforza moltissimo di non stonare eccessivamente. Ci riesce, se non siamo troppo severi. Dai.
Achille Lauro tra Rock, Jazz, Pop e… Trap?
Il live è attraversato in modo disordinato dal Rock di “1969”, “Me ne frego” e “Rolls Royce” e dal Jazz, più o meno, di “Pessima”, “Cadillac 1920” e “Bvlgari Black Swing”, ma il vero cuore pulsante del concerto di Achille Lauro è il Pop, genere a cui ormai si è definitivamente consacrato e che comprende le sanremesi “Domenica” e “Incoscienti giovani”, ma anche le hit radiofoniche “Amore disperato” e, ovviamente, “16 marzo”, ripetuta a fine concerto con nientemeno che Laura Pausini. È davvero notevole il numero di musicisti che sale sul palco, alternandosi: una ventina in tutto. Nella parte Rock dominano chitarre, bassi e tastiere; nella parte Jazz entra in scena una big band riletta in chiave achillelauriana, con tanto di lunghi soli di sax. Molto, molto inaspettata, ma anche apprezzabile, la volontà di fare una cosa fatta bene.
Della Trap, invece, rimane un vago sentore principalmente nei testi di tutta la discografia: per gli strafalcioni linguistici, per le espressioni un po’ buttate lì e per i frequenti richiami a un senso di rivalsa che s’intona così così con l’avere come padre il noto magistrato e docente universitario Nicola De Marinis. Anche se forse, in realtà, non stona neanche tanto, a differenza del Nostro senza autotune: basti pensare a gente che viene da quel genere, come Tony Effe, figlio di un orafo e di una cuoca più che benestanti, che si è lamentato pubblicamente dell’esiguità della paghetta che riceveva al liceo di 150 euro a settimana, che lo rendeva un povero del centro, per usare le sue parole; oppure Side Baby, suo ex compagno della Dark Polo Gang, figlio del regista Francesco Bruni e dell’attrice Raffaella Lebboroni, entrambi piuttosto famosi; o ancora i padri putativi del genere, i Club Dogo, con Guè che è figlio del celebre giornalista Marco Fini e Jake La Furia che è figlio di Gianpietro Vigorelli, uno dei più rinomati pubblicitari italiani.
In questo 16 marzo 2026, quindi, la scaletta del concerto di Achille Lauro all’Unipol Forum di Assago comprende tutti i più grandi successi dell’artista e alcuni brani minori.
Achille Lauro è il David Bowie italiano o un trapper che gioca a fare la Pop star?
Comunque, lo show funziona, e anche molto bene. JoJo conosce tutti i testi a memoria e canta a squarciagola. Io, che ho in mente quei video che se venissero riscoperti causerebbero qualche problema ad Achille Lauro, non posso che stupirmi della qualità del concerto. Il pubblico è in delirio, lo acclama continuamente. A volte ho anch’io l’impressione che non canti neanche troppo male. Che fine ha fatto quel cretino che sbraitava con l’autotune? È davvero lui? È un sosia? Chissà.
Le persone cambiano, è un dato di fatto. Lo so io che ho smesso di fumare, lo sa Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP che ha votato Giorgia Meloni. Eppure stento a credere che quel rapper sfigato, arrogante e rissoso, che si esibisce in squallide discoteche di provincia e sagre di paese, in qualche anno si trasformi in un’acclamata Pop star nazionalpopolare, che fa tour nei palazzetti con tre date sold out al Forum. Non so fino a che punto credere a questa versione ripulita di Achille Lauro, che tutto sommato potrebbe anche solo aver cambiato faccia e, sotto sotto, essere ancora quella roba lì. Ma in fondo non è importante, visto che siamo qui al Forum e il concerto è effettivamente un bel concerto.
Che dire, magari non sarà davvero il David Bowie italiano, ma Achille Lauro sta spaccando. Deve ringraziare dei musicisti ottimi, ma non si può dire che non abbia fatto un ottimo lavoro anche lui, nel mettere in piedi questo show. Apprezzo moltissimo la sua accorata richiesta al pubblico di tenere i cellulari in tasca e, a un certo punto, di spegnerli del tutto e di presentarci alle persone che abbiamo accanto, in barba alle convenzioni sociali. “Me ne frego” suona a tutto volume. Parla della capacità della musica di toccare corde profonde e di accompagnarci attraverso la vita: okay, sono cose già sentite, ma credo che per i giovanissimi presenti nel pubblico tutto questo possa essere davvero d’ispirazione.
“16 marzo” in duetto con Laura Pausini e la fine del concerto di Achille Lauro
L’arrivo di Laura Pausini è un momento incredibile, anche se qualcuno ci aveva spoilerato che ci sarebbe stata. Lei è fantastica e la sua presenza su quel palco fa davvero pensare che la Pop star Achille Lauro si sia mangiata il trapper Achille Lauro. Ma domani c’è scuola e noi stiamo già andando via: JoJo non si lamenta neanche troppo perché i patti erano chiari fin dall’inizio. Usciamo sulle note di “16 marzo”, che poi è la penultima canzone, e andiamo alla macchina. In seguito scopriamo che subito dopo Achille Lauro ha annunciato una data allo stadio di San Siro di Milano per il 15 giugno 2027. Wow.
In definitiva, questo concerto del 16 marzo 2026 all’Unipol Forum di Milano è un po’ il simbolo di che cos’è oggi Achille Lauro, del suo percorso trasformativo da trapper a Pop star. È un viaggio tra le epoche e tra i pezzi della sua poetica sbilenca, forse un po’ raffazzonata ma comunque di grande effetto; è un live davvero divertente, che dà il polso di com’è stato finora questo tour di Achille Lauro nei palazzetti. Che questa sia la redenzione di un trapper? Io non lo so, ma di sicuro JoJo, mentre dorme con la testa appoggiata sul finestrino, sulla via del ritorno, ha il cuore pieno di emozioni intense, che la fanno sentire un po’ più viva. E se il compito della musica non è questo, be’, non so proprio quale possa essere.
La scaletta completa del concerto di Achille Lauro all’Unipol Forum di Assago (Milano) del 16 marzo 2026
- Amor
- Bam Bam Twist
- Dannata San Francisco
- 1969
- Senza una stupida storia
- Marilù
- Perdutamente
- Cristina
- Walk of Fame
- Me ne frego
- Amore disperato
- Rolls Royce
- Che sarà
- 16 marzo
- Maleducata
- Domenica
- Pessima
- Cadillac 1920
- Bvlgari Black Swing
- Thoiry
- Barabba III
- Nati da una costola
- C’est la vie
- In viaggio verso il paradiso
- 16 marzo (versione karaoke)
- 16 marzo (con Laura Pausini)
- Incoscienti giovani







