Noto per la sua carriera di bassista nei Rezophonic e negli Egokid, Giuseppe Fiori esordisce al cantautorato con Spazi di Vita Scomodi, un album musicalmente molto interessante e complesso.

Fin dalle prime tracce si intuisce l’enorme bagaglio culturale acquisito dall’esperienza negli altri progetti dell’artista, eppure sono proprio tali prime tracce che potrebbero fuorviare ad un primo e distratto ascolto: brani come Spazio o Amore Platonico potrebbero risultare uno schema già più volte sentito e debitore del sound italiano degli anni ’90 (in alcuni momenti Giuseppe Fiori alla voce ricorda molto Piero Pelù ed i primi Litfiba). Spazi di Vita Scomodi però è un lavoro composto di una decina di canzoni, ognuna delle quali si distingue dalle altre per sonorità o tematiche trattate e che complessivamente danno vita ad un gran buon lavoro.

Ci sono infatti dei piccoli gioiellini sul piano tecnico che dimostrano le indubbie capacità e conoscenze dell’artista nel sapere creare brani capaci di spiccare anche negli ultimi minuti dove tanti artisti perdono verve e creatività: Da Domani e Nonostante Tutto emergono certamente dal momento che ravvivano con energia l’interesse dell’ascoltatore sul lavoro complessivo.

Prodotto da Lele Battista, Spazi di Vita Scomodi è un album che merita un ascolto attento per poter, insieme ai testi, cogliere le numerose suggestioni che percorrono in lungo e in largo il rock italiano dagli anni ’70 fino alla scena alternativa contemporanea. Un album che meriterà certamente di essere ascoltato più di una volta!

Davide Cuccurugnani

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