Ben trovati, da qualche settimana è tornato a farci visita il sole, si avvicinano quindi i tanto attesi concerti estivi e con loro le “star” della musica nazionale e internazionale scenderanno dai loro tourbus fino sui nostri palchi.

Le città che più spesso delle altre ospitano questi eventi saranno le solite (nel Nord Italia sopratutto), fatta eccezione della Capitale che si e andata ad ascrivere solo da qualche anno fra le città “musicali” con varie manifestazioni e location degne di nota, vi segnalo tra le tante: Rock in Roma da maggio a fine luglio con numerosissimi artisti, da Bruce Springsteen a Neil Young, dagli Smashing Pumpkins ai Blur, passando per progetti più recenti come gli Atoms For Peace (Thom Yorke, Flea) e Sigur Ros. Centrale Live Foro Italico, con Ian Anderson, Morcheeba, Sting. All’Auditorium Parco della Musica arriveranno Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi, Franco Battiato. In tutta Italia arriveranno anche Depeche Mode, The Killers, e i Muse. Tralasciando i big troviamo anche gli interessanti Max Gazzè in tour da giugno a luglio, Il Teatro degli Orrori con il nuovo tour, e A Toys Orchestra.

Al solito saremo tentati dai molti eventi in cartellone, ne ho elencati solo alcuni. Ma con i prezzi dei biglietti spesso inaccessibili, specie se sommati alle spese per gli spostamenti, potrebbe essere difficile vedere più di un concerto; i nostri vicini europei e gli americani si spostano su distanze ragguardevoli con molta più disinvoltura di noi. Dobbiamo quindi mettere in atto tutta la nostra proverbiale capacita di adattamento per trovare con la spesa minore la migliore offerta su piazza, accontentandoci di vedere un solo evento oppure desistere dal voler risparmiare a tutti i costi e seguire il cuore!

Potrebbe pero essere rischioso trovarsi poi ad agosto senza risparmi e magari precludendoci la possibilità tanto sperata di un meritato riposo, che preparerebbe l’anno lavorativo venturo (questo per chi un lavoro ce l’ha ovviamente, data l’imbarazzante percentuale di disoccupazione in questo paese). E allora cosa fare? Come scegliere? Proviamo a porci come obiettivo la qualità per una volta!
Siamo amanti della musica, e come tali e giusto esigere una bella esperienza, qualcosa da poter raccontare, quindi selezioniamo bene la band, innanzi tutto: chiediamoci cosa ci piace oggi di loro, non abbandoniamoci sempre a facili nostalgie, spendendo soldi anche per qualcosa di nuovo e innovativo; chiediamoci se negli ultimi vent’anni sia uscito qualcosa di diverso dai sempre verdi Iron Maiden (ora mi odierete) o peggio ancora i celebration day delle vecchie icone del rock come Led Zeppelin (adorabili), Pink Floyd con i concerti di Waters e Gilmour e Beatles con il solitario Paul McCartney. E potrei continuare! Attenzione, non sto mettendo in discussione la loro valenza storico/musicale o artistica; sto solo dicendo che “mosse” commerciali di questo tipo non sono da sponsorizzare più di tanto e che sarebbe preferibile cercare avanti con lo sguardo.

Ora al via lo scontro, soprattutto generazionale. Per qualcuno infatti esiste solo la musica fino agli ‘80, per altri addirittura solo fino ai ‘70!Ma dico: scherziamo? Con alcuni musicofili ad esempio ci passiamo trenta o quarant’anni e fintanto che si parla di prog rock, brit rock, blues o pop rock va tutto bene, ma appena si accenna a generi musicali più moderni e contaminati come il grunge, il post rock, il math rock, l’acid jazz o l’elettro rock non si va piu molto d’accordo, e forse e giusto cosi. Ai posteri l’ardua sentenza! Ma tornando alla scelta, se decido di andare a un concerto dovrei essere attirato anche da ciò che potrei non aspettarmi (effetto sorpresa), e non solo dalla conferma di ciò che  conosco bene; certo un concerto del vecchio caro Ligabue ad esempio potrebbe essere per alcuni prevedibile e al tempo stesso rassicurante, e sono per me due validi motivi per considerarlo inutile. Recarsi a un evento musicale con la stessa aspettativa che avremmo nell’andare a vedere una partita di calcio e da considerarsi assurdo, ciò che si presenterà davanti a noi in un concerto non ha nulla a che vedere con l’agonismo sportivo – l’incognita del risultato – visto che in una performance musicale non e in funzione di esso, bensì di un valore “espressivo cognitivo” ben oltre il semplice esercizio fisico.
Sforziamoci quindi di esprimere le nostre preferenze in base alla nostra personale cultura, e laddove questa fosse del tutto assente, allora meglio la partita. Buon tutto!

Sergio Di Giangregorio

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