Ciao a tutti e ben trovati al nostro solito appuntamento di fiducia con la liuteria VoodooGuitars!

Questo mese vogliamo affrontare con voi un nuovo argomento, il feeling, quello che tutti abbiamo con il nostro strumento, che assaporiamo con il tatto, contro il quale lottiamo ma che è quasi impossibile da descrivere a parole.

Cosa determina quell’alchimia? Dipende da vari fattori, tutti distinti, sepa­rati tra loro, ma che si fondono, si relazionano e fanno sì che quel manico sia in grado di farci volare o farci venire voglia di tirare lo strumento con­tro un muro.

Partiamo dal concetto che non stiamo parlando di fantascienza, tutto è varia­bile in funzione delle nostre specifiche necessità o attitudini e che quindi quel­lo che è vero per uno di noi potrebbe non essere valido per qualcun altro e non c’è una “regola”.

Sicuramente il primo fattore è la verniciatura del manico o della tastiera, che fa sì che la nostra mano scivoli lungo tutta la loro lunghezza. Esistono vari ti­pi di finitura, noi li suddivideremo in tre grandi famiglie, senza entrare trop­po in dettagli tecnici che ci distoglierebbero senza darci informazioni utili ai fini dell’articolo.

Finitura LUCIDA: è quella che offre più attrito alle nostre mani, risultando un po’ appiccicosa, e su di essa in alcuni casi il sudore fa quei brutti pallini (perdo­nate l’immagine poco poetica ma rende perfettamente l’idea). Per quanto sia decisamente la più limitante molti bluesman amano questa verniciatura pro­prio per la lentezza che riscontrano. Quasi a trasformare l’esecuzione musica­le in una lotta tra musicista e strumento.

Finitura SATINATA: si presenta come uno strato di vernice che avvolge per­fettamente il nostro manico ma che non riflette luce; la superficie presenta dei micro-graffi e il risultato pratico è che la mano scivola in maniera più confor­tevole. Molte aziende optano per questa soluzione proprio perché si adatta al­la necessità di quasi tutti i musicisti.

Finitura NATURAL: sotto questa categoria andiamo a descrivere quelle fini­ture a cera, olio, o dove è quasi totalmente assente vernice. Sicuramente offro­no il massimo comfort di esecuzione, è la condizione più veloce in assoluto ma non a tutti gradita in quanto al tatto si ha una sensazione alla quale pochi sono abituati; e poi alla vista valorizza poco la bellezza del legno.

Tutto quello sopra descritto vale sia per il manico che per la tastiera, infatti lì dove troviamo difficoltà a muoverci orizzontalmente lungo il manico, risulte­rà scomodo anche il movimento verticale nell’esecuzione di scale o bending.

Altro fattore fondamentale ai fini del feeling sono i tasti. Sembra assurdo ma le micro-differenze, che nella maggior parte dei casi corrispondono a pochi decimi di millimetro, riescono a far muovere comodamente le nostra di­ta sulla tastiera. Anche in questo ca­so faremo un elenco in cui raggrup­pare l’infinità di modelli esistenti.

Tasti NARROW: vintage, piccoli, so­no la famiglia dei tasti bassi e stretti, molto amati da tutti i musicisti dalla mano lenta. Quando andiamo a suo­nare la corda, il polpastrello andrà a toccare anche la superficie della ta­stiera e avvertiremo l’attrito delle ma­ni sul legno. Come precedentemente scritto è molto amato dai musicisti vi­scerali, quelli che vogliono il contatto massimo con lo strumento e che non hanno come proprietà la velocità.

Tasti MEDIUM: come dice la paro­la sono la via di mezzo tra i piccoli e i jumbo. Sono tasti più alti ma non per forza più larghi o comunque po­co più dei precedenti. Risultano mol­to comodi sia nell’esecuzione degli accordi che delle scale, e il vantag­gio è che durante l’esecuzione il pol­pastrello non arriva a contatto con il legno, annullando quindi l’attrito; d’altro canto il rischio è che un’ec­cessiva pressione sulla corda può de­terminare la stonatura di quest’ulti­ma. Sono molto apprezzati e risul­ta la scelta perfetta per quasi tutti i musicisti.

Tasti JUMBO: sono molto alti ma so­prattutto larghi; le loro dimensioni sono particolarmente apprezzate da quei musicisti che cercano la massi­ma velocità di esecuzione, verrebbe quasi da dire che sono i tasti dei virtuosi e dei manieristi. Non sono indicati a tut­ti in quanto il contatto legno/dita è assolutamente annul­lato, chi è abituato ad avere la sensazione del manico tra le mani potrebbe rimanere deluso dalla sensazione che si ha.

Fino ad ora abbiamo trattato delle componenti strutturali. Altri fattori importanti che fanno il bello e il cattivo tempo sono la scalatura delle corde, il diapason dello strumento, gli angoli di attrito e incisione. Nei prossimi articoli affron­teremo approfonditamente anche questi aspetti complessi.

A partire dai prossimi numeri vorremmo rendervi pro­tagonisti della nostra rubrica dando risposta ai vostri in­terrogativi. Cogliamo l’occasione per ricordarvi che pote­te porgerci tutti i vostri quesiti e curiosità scrivendo alla mail di ExitWell oppure a info@voodooguitars.it, saremo ben lieti di dare risposta a tutta le vostre domande.

Al prossimo appuntamento….

“WOOD, SOUL & ROCK’N’ROLL!”

Dario Ferrari & Matteo Gherardi

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