…in questo Paese è sempre più difficile fare musica. Per “fare musica” intendo dire far parte dell’industria nostrana o essere fieri delle produzioni underground ormai praticamente inesistenti.

Ogni artista che coltiva aspettative sognando una car­riera prolifica nel mondo della musica deve necessaria­mente fare i conti con le avversità dei duri percorsi che fin dall’inizio dovrà affrontare. Ecco perché ci sono al­cune regole da dover rispettare, e alcuni consigli utili che possono aiutare ad affrontare al meglio le avversità alle quali si va incontro. Partiamo dal presupposto che tutti quanti hanno una propria cultura musicale che va­ria da caso a caso. Chi più, chi meno, il vostro bagaglio musicale vi consente di dare un senso alla vostra musica, qualsiasi genere voi vogliate proporre. Forse è utopico pensare che tutti possano essere artisti, ma consentitemi di credere sia possibile una cosa così bella.

Siete alle prime armi e non sapete come correlarvi con il mondo della musica? Beh tutti prima o poi ci sono passati. E tutti pian piano hanno capito come rapportarsi.

La prima regola fondamentale è portare rispetto verso qual­siasi figura collabori con voi, prima ancora di pretenderlo dagli altri. Spesso succede che la poca umiltà di chi vuole proporsi non faciliti i rapporti con gli “addetti ai lavori” ren­dendo difficile l’organizzazione di eventi e quant’altro. Quasi sempre, “le prime donne” prima di sembrare tali, hanno ma­sticato polvere in grandi quantità dopo anni di gavetta e tanto sudore buttato sui palchi.

Se volete iniziare a far parte di un movimento, della scena lo­cale, dovete aggiornarvi continuamente. Non potete preten­dere che il pubblico vi apprezzi soltanto per la vostra musica; dovete far parte della musica facendo voi stessi parte del pub­blico. Le relazioni sociali fanno parte giocoforza della vita dell’artista. E cosa ancora più importante distinguete le re­lazioni sciali dai social network. Ricevere un “mi piace” su facebook non vi darà di certo le stesse emozioni che un bel concerto può darvi. Siate costantemente attivi e avrete sicu­ramente una spinta in più.

Qualcosa però, anche se alle prime armi, potete preten­derla. Pretendete il meglio. Non accontentatevi di quello che può offrirvi un locale. La vostra musica per essere suo­nata al meglio deve essere supportata da valida strumenta­zione e da persone competenti del settore. Scendere a com­promessi può portarvi soltanto insuccessi e ovviamente cat­tive performance. E come voi dovete rispettare le regole an­che i locali dovete pretendere che vi mettano in condizione di esprimervi al meglio. Tutelatevi sotto ogni aspetto, in pri­mis quello legale, visto e considerato che legalmente la vo­stra performance è un lavoro e deve essere retribuito. Anche le piccole realtà dell’underground locale devono fare i conti con la SIAE e per far si che il mercato della musica live fun­zioni, bisogna far rispettare le regole. Potete ricevere qualsi­asi cachet a fine serata, farvi pagare in nero, in consumazioni, ma mai nessun compenso vi ricompenserà quanto un’ottima performance che vi tuteli come musicisti, e vi faccia apprez­zare dal pubblico a fine concerto.

Affinché possiate facilmente controllare questi piccoli parti­colari è sempre bene far gestire l’organizzazione da una figura esterna che purtroppo nell’underground col tempo si è persa. Per intenderci, avete bisogno di un manager. Una persona che sappia vendervi al meglio. Anche perché il giorno che qual­cuno per vostra fortuna vi noterà in mezzo alla molteplice massa di gruppi e musicisti, quel qualcuno chiederà di pren­dere accordi con il manager prima ancora di parlare con voi.

Perché è così fondamentale farsi gestire da qualcuno? Beh, semplice, una persona esterna avrà di certo un giudizio meno condizionato dalla vostra “voglia di suonare”. E cer­tamente curerà al meglio i vostri interessi e quelli del locale senza incorrere come spesso accade in problemi di organiz­zazione e gestione.

Altro punto fondamentale: fate i musicisti. Rispettate i ruoli e fate girare il mercato della vostra musica attorno alla stessa vostra musica. Non improvvisatevi grafici, promotori, organizzatori. Lavorare sulla propria musica a 360° coinvol­gendo differenti settori professionali a lungo termine vi porterà dei chiari vantaggi. Ovviamente nessuno esclude che siate bravissimi a gestire tutto da soli, ma avrete una marea di responsabilità che non vi competono, e rischierete quasi sicuramente di far male qualcosa, tutto a discapito del vostro ruolo principale, fare musica.

Da non sottovalutare ovviamente la componente “spettacolo” che deve accompagnare i contenuti della vo­stra musica. Cercate di stupire senza trascendere dalle regole base per of­frire una performance di livello. Oggi il mercato insegna che dietro all’or­ganizzazione di un live c’è gran parte della visibilità degli artisti. Cercate la vostra identità live senza voler neces­sariamente imitare qualcuno o qual­cosa. L’apparenza non è tutto, ma può darvi qualcosa in più.

Elencati questi piccoli suggerimenti, non rimane altro che darvi l’ultimo consiglio, sicuramente il più impor­tante: siate professionisti in quello che fate e comportatevi da professio­nisti del vostro settore, fin dall’inizio della vostra carriera.

Non fate passare mai le vostre perfor­mance live in secondo piano rispetto alla diffusione web che al giorno d’oggi ha pienamente sostituito la vendita fisica del vostro lavoro. Se ri­uscirete correttamente a comunicare la vostra musica, raccoglierete certa­mente i frutti del vostro impegno. Per il resto, buona musica live a tutti.

Mad Curtis

Share on FacebookPin on PinterestTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone