I Medulla sono di Milano, sono tre ra­gazzi e una ragazza ai synth, tastiere e piano. Sono italiani e cantano in ita­liano, di un modo semplice, pulito e diretto così come nitida, sobria e cor­retta risulta la voce di Michele Andrea Scalzo, frontman del gruppo.

Di loro non indagheremo sul passa­to, fatto di interessanti collaborazioni, molteplici concerti un po’ dappertut­to e tanta passione, ma parleremo del futuro, anzi di un futuro fantasmago­rico e fiabesco, all’insegna di storie in­cantate e magici racconti frutto di una realtà non sempre facile. Questo in breve il cuore di Camera Oscura, vero e proprio concept album, che a circa tre anni dall’uscita del loro primo la­voro, riporta i Medulla ad una rinno­vata attenzione e curiosità di ascolto.

I titoli dei brani tra cui “La bestia”, “La cenere”, “La maschera”, “Il coniglio”, sem­brano essere appena usciti da un libro di Andersen; ma passando poi all’a­scolto si viene persuasi da una stra­na sensazione di un misto tra fiabesco appunto, realtà e cinica consapevolez­za. I riferimenti propriamente musica­li lasciano invece riaffiorare alla men­te passaggi e stili non dissimili ad una “Regina di cuori” di litfibiana memoria, ma poi sopraggiungono marcate le influenze di un cantautorato pop ita­liano di più recente direzione che ve­de in Renga, Neffa, Paolo Meneguzzi, Francesco Sarcina (Le Vibrazioni) gli accostamenti più diretti.

Ottima l’intuizione sul pezzo “La te­nebra”, romantica reverie di solo pia­no e giochi di parole ed assonan­ze fonetiche come il simpatico “In nere mura” con cui si apre il brano. Un eccellente savoir faire che avvi­cina molto i Medulla al fare di un al­tro fiore all’occhiello della nostra sce­na musicale contemporanea: l’emilia­no Samuele Bersani. Carina e piace­vole la track “La cenere”, anche se re­frain e ritmo suggeriscono toni un po’ più da boyband che da vera e pro­pria “camera oscura”. Ultima rifles­sione infine sul nome scelto dal grup­po, “Medulla”: omaggio a Björk o rife­rimento al midollo, all’essenza di que­sti ragazzi che siamo sicuri hanno an­cora tanto da dire?

Da non perdere e visionare invece artwork e videoclip per cui si riman­da il lettore ad una piacevole ricer­ca in proprio sui canali Facebook e YouTube della band.

Daniela Masella

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