Pivirama: audacia e forza per un rock radicato nelle origini ma di respiro internazionale.

I Pivirama sono la forza e l’audacia della voce di Raffaela Daino, meglio nota come la “lady rock” palermitana della scena indie contemporanea, che dalla Sicilia a Roma fino al Regno Unito porta in giro la sua musica con la passione e devozione di chi non solo crede profondamente in ciò che fa, ma ne è così innamorato e determinato da affrontare impavidamente ogni rischio ed ostacolo che si propongono su di una via di spesso non facile percorrenza.
Coraggio e determinazione tuttavia ripagano sempre ed i risultati quanto le soddisfazioni anche se dure da ottenere non tardano ad arrivare o meglio a farsi sentire. Ecco così che prende vita solo pochi mesi fa una piccola perla di album, un capolavoro di sonorità pop, rock, psichedeliche che come in un caleidoscopio si intrecciano tra di loro a perfezione dando vita a 10 brani gradevoli e piacevolmente fruibili come tante piccole sorsate di un buon vino nostrano dal bouquet particolarmente ricco e strutturato.
C’è un certo alternative rock a stampo britannico-statunitense che ricorda molto da vicino i Garbage delle origini, in brani come “Sick”, “Just for a while”, “War” e “I am mine” e si ritrova invece nel pezzo “Sonicamente” quel buon rock elettronico italiano anni ’90 tipico di band un tempo floride e oggi ormai dimenticate come gli Scisma. Si arriva poi al rap di “Difference” passando per l’invito al sogno e all’esotico con la ballata mista inglese italiano di “Calling” e c’è persino una preghiera, un pensiero, una riflessione rivolta ad un personaggio dell’ultimo secolo che dovrebbe rappresentate un esempio, una luce per tutti noi nel brano “Mom Theresa”.
Fantasy Lane, questo il titolo dell’album, è in sostanza un lavoro completo e variegato che si ispira al mondo della fantasia per raccontare le sue storie ma scende su terra con un rock concreto, denso e disincantato, non privo di audaci sperimentazioni e nuove aperture. Una riuscita fusione dello spirito dei tempi: radicata nelle origini ma non priva di felici contaminazioni estere. Un lavoro tutto italiano ma che a buon diritto si potrebbe definire a “respiro internazionale”.

 Daniela Masella

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