REPORT LIVE

MARA

 The Flags – Roma

Sabato, 27 aprile 2013

Dev’essere senz’altro accaduto qualcosa di speciale, quando al ritorno da un concerto si sale in macchina e si inserisce nello stereo il cd dell’artista appena ascoltato.

Mi era successo l’anno scorso coi Radiohead a Capannelle, ma in quel caso l’azione era più che altro dettata dal controllare come in teoria avrebbero dovuto suonare i pezzi, e per tranquillizzarmi di aver assistito al concerto giusto.

Ciò che invece ha motivato tale iniziativa ieri sera, dopo il concerto della cantante ravennate Mara, è stata senz’altro la  sensazione di non averne avuto abbastanza. Di avere tra le mani qualcosa di prezioso, come già mi suggeriva il suggestivo package del cd regalatomi dalla cantante a fine serata in cambio di questa recensione entusiastica (si capisce che scherzo anche se non posso utilizzare uno di quegli odiosi emoticon?).

Veniamo in particolare alla serata. Quello che si è svolto al The Flags di San Lorenzo, presentato da Cut Press e Bassa Fedeltà, è stato un concerto silenzioso. Talmente silenzioso che sentivo il piede di Mara battere sul palco per portare il tempo. Forse anche troppo silenzioso visto che sentivo anche il mio cucchiaino posarsi nella ciotola delle noccioline. Ma un’artista vera come lei non poteva che sfruttare la situazione a proprio vantaggio, e trasformare l’atmosfera di intimità nel terreno ideale per la sua musica delicata. Così Mara parla con le persone presenti, le coinvolge, si mette in gioco nonostante la timidezza da lei stessa ammessa, e il pubblico è presto dalla sua. Gli inevitabili silenzi tra un pezzo e l’altro diventano sempre meno imbarazzanti, gli applausi sempre più convinti. La voce di Mara conquista e ammalia, dimostrando che per impressionare non è necessario urlare. È sufficiente avere classe.

Sul palco la cantante si avvale della presenza del bassista Matteo Grandi, mentre lei suona la chitarra elettrica salvo una breve incursione con una piccola tastierina. Un arrangiamento scarno ed essenziale perfettamente in linea col precedente album Dots (recensito poco tempo fa sempre da me per ExitWell, CLICCA QUI ) e che lascia presagire una riconferma dello stile per il prossimo lavoro, annunciato grazie ad un nuovissimo brano eseguito per l’occasione.

Sinceramente non so quanto sia durato effettivamente lo show, so soltanto che sarebbe potuto andare avanti ad oltranza. Ma i pezzi a disposizione non sono moltissimi e c’è spazio per una cover di I’ll Be Your Mirror dei Velvet Underground, in cui Mara posa la chitarra e porta il tempo schioccando le dita assieme al pubblico, per un finale magico che regala a tutti il sorriso.

Matteo Rotondi

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