Sembra sempre che il passaggio dal main stream alla vita indie sia sempre accompagnato da un ritorno alle origini. Di sicuro c’è dalla sua una carriera che cresce dentro a vista d’occhio e portata di orecchio. Dalla sua ben famosa “Amsterdam” e dai passaggi televisivi, oggi Santino Cardamone sforna questo “Mondocervello” pubblicato da Manita Dischi, con questi 12 inediti più una ghost che sono disegnati con colori a pastello, tratti di matita, suoni acustici e una voce che, sfruttando il suo timbro assolutamente incisivo, sembra invece voler rubare al caso l’espressione e le intenzioni lasciando a tutto l’ascolto un retrogusto di intimo e di istantaneo. Spesso si sta tornando a fare dischi meno costruiti e più sinceri. Ecco: il nuovo disco di Santino Cardamone è un lavoro sincero.

Dalla televisione alla libertà espressiva. Due facce di una stessa medaglia: la tua musica. Che esperienza è stata?

Sicuramente la mia esperienza televisiva è stata un ottimo trampolino, mi ha permesso di fare musica, anche se c’è tanto da lavorare ancora, ma è un esperienza che rifarei di nuovo.

Con il senno del poi, oggi Santino Cardamone è anche quello che è grazie a questi passaggi di carriera?

Guarda, i miei piccoli traguardi raggiunti, è tutto merito del mio essere semplice e sincero, il pubblico lo percepisce ….ora non ci rimane che lavorare per crescere artisticamente ancora di più.

Dallo “stornello” un po’ scanzonato alla canzone più romanticamente impegnata… qual è la tua vera grande rivoluzione?

Io non mi sento cambiato e non credo che ci sia stata una grande rivoluzione, di certo in mondocervello i testi sono più maturi, anche le sonorità meno folk rispetto a quello precedente, ma le mie canzoni hanno sempre un filo che le accomuna che è la sincerità.

L’intonazione della voce è assai vacillante spesso. Apprezzo tantissimo che tu l’abbia lasciata così. Cosa significa per te?

Non ho mai amato la mia voce sinceramente, specialmente quando canto le canzoni di altri artisti. Con il tempo mi sono abituato e soprattutto ho capito che per quello che scrivo e per il mio modo di fare musica, la mia voce va più che bene.

In ultimo: la canzone d’autore oggi. Dopo De Gregori, Guccini, Gaetano e tanti altri. Oggi che senso ha?

Di certo aveva un’altra importanza una volta la musica d’autore, i grandi cantautori del passato vivevano un periodo musicale molto più vero dove regnava la meritocrazia. Oggi comunque il cantautorato italiano gode di ottima salute, ci sono ottimi cantautori in giro, io personalmente seguo Maldestro e Dente.

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