Come si sono spostati gli equilibri della musica indie fra le frequenze romane?

Per il successo di una festa bisogna individuare il target: età; genere; ceto; zona.
E se non fosse sempre così?

Per lo meno non lo è stato venerdì 13 al Monk per il primo compleanno di Radio Sonica 90.7

Una diretta lunghissima dal locale, iniziata alle 13.00 e proseguita fino a tarda notte, ha raccontato una festa fatta di tante (ma proprio tante) persone diverse, unite da un unico interesse: la musica.

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Un grande salotto in cui amici e sconosciuti si sono ritrovati per assistere ad un fenomeno di incontro generazionale.

Tre Allegri Ragazzi Morti, Zen Circus, da anni protagonisti della scena indipendente, hanno incrociato il palco insieme ai nuovi nomi che Radio Sonica ha scoperto, proposto, conosciuto: Motta, Gazzelle, Galeffi, The Castaway, Lodo Guenzi (Lo Stato Sociale), Germanò, Willie Peyote, Joe Victor, Mòn, Moseek e Wrongonyou.

A questi nomi si aggiungono i musicisti che hanno colorato il pomeriggio sulla terrazza del Monk: Di Donna, Lopez, Mai Stato Altrove, Viva Lion, TUNONNA, Beer Brodaz.
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Correnti diverse confluite in unico grande fiume che trasporta il pubblico in una dimensione in cui tutti sono pari, insieme sul palco, legati dalla voglia di coinvolgere, far partecipare, condividere, liberi dagli schemi competitivi figli di un sistema televisivo e musicale fatto di visibilità e strategie finalizzate ad abbattere l’altro, in una ricorsa al “like” fine a se stessa.

Radio Sonica in un anno ha avuto il pregio di diventare un nuovo punto di riferimento per la (buona) musica indipendente ed esordiente su Roma, sfida difficile per le web radio figuriamoci per una realtà fm in una città in cui lo sport mantiene una grande fetta di ascolto.

Un progetto ambizioso, che presumibilmente ha spostato un po’ gli equilibri radiofonici della Capitale, regalando all’ascoltatore un’alternativa musicale da condividere per crescere, confrontarsi. Magari tutti noi continueremo a seguire i nostri soliti artisti/generi/gusti musicali, ma su Roma siamo comunque arricchiti dalla consapevolezza che esiste un’alternativa.

Questo sposta l’equilibrio o ne crea uno nuovo?
Ci vediamo fra un anno e ne riparliamo.

Vincenzo Gentile

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