Con Dark Side Of Minigolf, TUM firma il suo secondo album, un vero e proprio diario musicale che trasforma esperienze quotidiane in canzoni delicate, intime eppure universali. Il titolo, ispirato a una partita di minigolf a Riccione con amici, suggerisce già il tema centrale del disco: la vita come un percorso fatto di obiettivi apparenti, deviazioni e “buchi bui”.
Il disco è stato prodotto, mixato e masterizzato da William Novati presso i Downtown Studios di Pavia, con la collaborazione di musicisti come Matteo Baldrighi e Paolo Merlin alla batteria, Stefano Baleria e Novati alle chitarre, Gabriele Galbusera al basso, e lo stesso TUM a ukulele e armonica. L’uso di strumenti non convenzionali, dal corno francese ai sintetizzatori, contribuisce a creare un paesaggio sonoro originale, in equilibrio tra alternative folk e arrangiamenti più complessi.
Tematicamente, l’album esplora vulnerabilità e sincerità, con testi che parlano di amore, odio e piccole catastrofi quotidiane. TUM mescola ironia e introspezione, raccontando emozioni intime con un approccio semplice ma mai superficiale. Brani come Lay Your Love dimostrano come melodie essenziali possano convivere con una profondità emotiva che colpisce chi ascolta.
La forza del disco sta nella sua autenticità: le imperfezioni non sono errori, ma parte del fascino, rendendo l’ascolto coinvolgente e “vero”. Le influenze dei viaggi dell’artista, dal Sudafrica a Toronto, dai boschi della Val d’Aosta ai quartieri di Napoli, conferiscono ai brani una spazialità che alterna momenti di quiete a visioni più ampie.
Dark Side Of Minigolf è anche un atto di resistenza musicale. In un panorama dove la distanza tra underground e mainstream è ormai ampissima, TUM mantiene intatta la propria identità artistica, creando musica originale e sincera senza compromessi. La scelta di pubblicare il disco senza etichetta e senza possibilità di un tour o di promozione evidenzia quanto sia difficile emergere, ma allo stesso tempo rende il progetto ancora più prezioso: la musica sopravvive grazie alla sua autenticità, non al circuito commerciale.
Se da un lato l’album può apparire minimalista rispetto a produzioni più ricche o a narrazioni epiche, dall’altro è perfetto per chi ama la musica come diario di vita, capace di raccontare le “piccole catastrofi” quotidiane con delicatezza, ironia e sincerità.
In conclusione, TUM conferma con questo lavoro la propria identità artistica: un progetto originale, capace di trasformare emozioni, ricordi e riflessioni in canzoni che rimangono nel cuore, e che testimoniano come la musica autentica possa resistere e affermarsi, anche lontano dai grandi circuiti.







