Nel XIII secolo gli olandesi decisero che, per rendere più agevole lo scam­bio commerciale con le nuove colonie americane, avrebbero utilizzato una moneta, il dollaro, e che sopra avreb­bero inciso un simbolo, il leone. Ora, questo collegamento pindarico è ser­vito solo per introdurre Viva Lion!, al secolo Daniele Cardinale, che è il più nordamericano del nostro arsenale di cantautori e musicisti romani. È, in­fatti, dopo un viaggio a Toronto che il Leone decide di mettere da parte le sue radici (quelle punk/hard core) per affi­darsi a quelle solide e nodose del folk-country; ne scaturisce un progetto “vo­ce e chitarra” che ha come immediato risultato un EP (“The Green Dot”, uscito un anno fa per Cosecomuni), e un’atti­vità live incessante che lo ha riportato indietro nel Nuovo Mondo, questa vol­ta a Los Angeles.

In questo momento Viva Lion! sta la­vorando al primo full-length con tan­to di ospiti nazionali e internaziona­li (ancora non rivelati). Auguriamo, quindi, anche noi lunga vita al Leone anche se il perfetto epitaffio è già pronto, ed è stato scritto dallo stesso cantautore: «Born pop, raised punk, matured rock, ended folk». Non cre­do ci sia bisogno di aggiungere altro.

Valentina Mariani

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