Eccolo “Collezione di arretrati”, esordio ufficiale di AdriaCo, disco che nel cuore sembra voler appartenere a questa famiglia rara di produzioni che al suono chiedono visioni ed emozioni tingili, biografie personali che fluttuano come dentro le nebbie a velare le immagini… sono ritorni e nuovi inizi ma anche il finale perfetto prima della trasformazione. Adriano Meliffi, questo il suo vero nome, afferrando la maestranza di numerosi amici e colleghi, sforna un lavoro denso di maturità nonostante stiamo qui parlando di un esordio… quindici anni di appunti, ferite e metamorfosi diventano finalmente un’unica voce, un’unica direzione, un’unica presa di coscienza. E la trasformazione la trovo dentro quasi ogni angolo: si ascolti con attenzione come diviene il paesaggio dentro brani come “Incubo: Ragnatele”, dalle soffici dolcezze di un pianoforte alla trivialità di un pop scuro in volto. E la “preghiera” che serve per salvarsi la vita dal passato fin dentro il presente in un brano dalla solennità inevitabile come “I pesci non possono volare”.
Il disco sforna tante soluzioni direi per niente scontate come dentro “Assedio”, come dentro i break degli interludi, come nei corredi glaciali, distopici, evocativi di “Al tramonto” – momento davvero alto di questo disco. Perché in fondo il cuore del disco è proprio in questa sua natura sospesa: la sensazione che ogni canzone sia rimasta indietro per molto tempo, aspettando il momento giusto per mostrarsi. E quando arriva, lo fa senza trattenersi. E sempre su questo brano: bellissima la coda, inattesa, custode di un futuro che arriva come saetta a tagliare le aspettative del presente.
È un disco importante. È un disco di un pregiato cantastorie, è un lavoro che non mette e non toglie niente, non ha novità e trasgressioni e non cerca il consenso a tutti i costi. È l’urgenza che l’ha previsto. E solo a quella che lui da retta… “Collezione di arretrati” è una prova altamente ispirata che inchioda AdriaCo alla responsabilità di dare uno spessore almeno simile a quelle che saranno le sue prove successive. Buona fortuna…







