– Di Assunta Urbano-
Con SENZA FIATO, Birthh entra nella lingua madre e firma un disco adulto, irrequieto, sospeso tra radici, New York e bisogno di presenza.
Classe 1996, Birthh, al secolo Alice Bisi, è una delle voci più incantevoli della nuova scena italiana (e non solo). In un continuo peregrinare tra luoghi, fra le colline toscane in cui è nata, e la città di New York, dove vive attualmente, la cantautrice pubblica i dischi “Born in the Woods” nel 2016, “WHOA” nel 2020 e “Moonlanded” nel 2023. Il nuovo capitolo di questa magica storia è “SENZA FIATO”, uscito il 24 aprile 2026 per Carosello Records, di cui abbiamo parlato con l’artista in questa intervista (leggi l’ intervista).
Il lavoro è co-prodotto interamente dalla stessa Birthh insieme a Chef P, ex componente dei 2nd Roof, e già produttore per Marracash, Fabri Fibra, Guè, Madame e Salmo.
Il primo dettaglio che salta all’orecchio è il passaggio dalla lingua inglese a quella italiana. Una scelta nata da un’esigenza, quella di mostrarsi al suo pubblico con un’altra veste, in maniera diretta, sincera e talvolta anche schietta. L’incessante corsa verso il futuro si ferma per permettere a chi convive con il caos di ammirare la meraviglia dell’epoca confusa e complessa in cui viviamo.
Dal lato musicale i brani sembrano quasi “scontrarsi” tra loro, con un’alternanza repentina tra generi musicali, ballad e pezzi più movimentati con diverse punte di elettronica. Un viaggio musicale tra cantautorato italiano, pop dalle sonorità più alternative, hip hop e influenze urban internazionali. E proprio queste note fanno sentire l’ascoltatore in costante movimento, come chi ha realizzato l’album.
Un percorso che si regge su sensazioni contrastanti, come l’esigenza di scappare via, il bisogno di restare e il desiderio di avere un proprio posto nel mondo. Per poi scoprire che non esiste una casa vera intesa come luogo, ma si tratta di uno stato d’animo che si può ritrovare in se stessi e nella (propria) musica. Operazioni che, dunque, non cozzano realmente tra di loro, ma danno come unico risultato possibile una profonda indagine interiore.
Birthh prende metaforicamente per mano i suoi coetanei, uniti tutti dallo stesso disorientamento rispetto ai tempi moderni e alle grandi decisioni della vita. Esce fuori dalla sua “cameretta” in cui sono nate le sue canzoni, e si gode lo spettacolo di ciò che la circonda e che non smette mai di sorprenderla.
“SENZA FIATO” è il racconto di un decennio di vita, i venti anni, quando alla spensieratezza cominciano a contrapporsi le responsabilità e la necessità di stabilire confini. Non bastano più le domande, servono le risposte (e capire dove ottenerle). Non basta sopravvivere, bisogna esistere.
«Io non ho paura di combattere ogni giorno,
Cerco solo strade che mi portino in profondo di tutto ciò che è davanti a noi.
Non ho più tempo di viver’ per finta»
L’inizio di questa esperienza che ha riconnesso la producer con la sua lingua madre è stato segnato da “Little Rat”, un salto nel vuoto, scritta circa due anni fa. Un singolo centrale nel progetto, reggendosi anche in questo caso su un gioco di opposti: sentirsi fuori luogo, ma allo stesso tempo compresa, oppure vedersi inadeguata, ma con l’opportunità di sbagliare.
Alle dieci canzoni di “SENZA FIATO”, si aggiunge una bonus track, “Più in alto”, disponibile da oggi 12 giugno, in cui si affrontano temi di cuore con la presa di coraggio di affrontare le proprie paure.
«“Più in alto” nasce da un beat, da questa batteria che è drittissima, che va come un treno dall’inizio alla fine, e da un giro di chitarra. Come per la maggior parte degli altri brani del disco, anche in questo caso, le chitarre sono le stesse delle demo. Quelle che ho scritto, partono da qui. Così come per “Bene (da sola)” è venuto fuori da un’esigenza personale: provare a godermi il presente con le persone, senza essere proiettati troppo verso il futuro, quando chi ti sta accanto potrebbe non esserci più, potrebbe cambiare, potrebbe prendere altre strade. Se qualcosa è effimero, non significa che abbia meno valore. Anzi, a volte proprio le cose che durano poco ci cambiano per sempre, se riusciamo a fare attenzione a ciò che ci circonda e a ciò che ci succede. Per me è una celebrazione di questi aspetti e parte precisamente dalla mia difficoltà di vivermi serenamente questo tipo di situazioni. Sentivo il bisogno di esternare questo aspetto.»
Già in “WHOA”, Birthh aveva iniziato timidamente un ingresso nell’età adulta, cominciando a porsi domande importanti sulla vita e cercando risposte oneste. In “SENZA FIATO”, il processo è pienamente in atto, con una presa di coraggio di affrontare le difficoltà che la quotidianità impone.
Il disco è forse il più sincero nel percorso della cantautrice, “spaccata” in due tra le radici e la “nuova vita” frutto di una sua scelta. È un tentativo di guardarsi allo specchio, spogliarsi di tutti i dubbi (o almeno provarci), non sminuirsi e accettarsi così come si è. La paura, l’incertezza, il mettersi in discussione sono i sentimenti principali per potersi avvicinare alla libertà. Senza mai perdere la voglia di ricercare l’incredibile bellezza che si nasconde sul nostro Pianeta, ma di cui molto spesso ci dimentichiamo.
Quale modo migliore per entrare ufficialmente a far parte del mondo dei grandi?
SENZA FIATO TOUR:
12/06/2026 – Artico Festival – Bra (CN)
12/07/2026 – Be Alternative Festival – Riserva FAI Giganti della Sila (CS)
15/07/2026 – Mengo Festival – Arezzo
24/07/2026 – ‘L Roc Festival – Lanzo Torinese (TO)
30/07/2026 – Fritz Festival – Sala Consilina (SA)
31/07/2026 – Viva Festival – Locorotondo (BA)
XX/09/2026 – XXXXXX Festival – Trento
20/09/2026 – Sofà So Good Festival – Torino







