– di Gabriele Colombo –
COLPO DI TOSSE: IL BLOCCO DELLO SCRITTORE E L’ARTE DI INIZIARE
Ogni settimana dover scrivere un contenuto su una canzone mi piace, ma la scrittura ha un lato maledetto che si presenta sotto forma di blocco.
E questo ultimo periodo è stato un bel blocco.
Alla fine mi sono sbloccato semplicemente andando a cercare una canzone che parlasse di quello che serve per scrivere.
E nel mio maledetto scrivere mi sono accorto che a volte è più interessante pensare a cosa serve per non scrivere.
Pensare a quello che serve per non fare una cosa ti dà la possibilità di capire meglio cosa ti sta bloccando.
Perché il blocco dello scrittore, quella sensazione di vuoto davanti al foglio bianco, non è l’assenza di ispirazione.
È la presenza di troppa paura.
E quando ascolto la canzone dei Cani “Quello che ci vuole”, ritrovo tutta quella bellezza imperfetta che ogni artista, ogni atleta, ogni persona che crea qualcosa deve imparare ad accogliere.
IL LAMPO E L’ATTESA
Un lampo di luce più forte del sole
Un colpo di tosse a rallentatore
Un anno di noia e autocommiserazione
Un’ora di gioia o di puro terrore
Ecco cosa serve per una canzone.
E anche per tutto il resto.
La bellezza di questo testo sta nel riconoscere che la creatività non è fatta solo di lampi di genio.
È fatta anche di colpi di tosse.
Di attese.
Di noia.
Di quella sensazione che nulla stia succedendo, quando invece dentro di te tutto sta fermentando.
Un esempio: l’allenatore che passa mesi a programmare, a studiare, a guardare video degli avversari. Sembra che non succeda nulla.
Poi, in una frazione di secondo durante la partita, arriva il lampo: quella chiamata di time-out al momento giusto, quella sostituzione che cambia tutto.
Ma quel lampo è figlio dei mesi di noia, dell’anno di preparazione silenziosa.
LA TRAPPOLA DELLA PERFEZIONE
Molti artisti con cui lavoro mi dicono:
«Scrivo quando soffro. Senza la sofferenza non saprei scrivere.»
Ma la canzone ci insegna qualcosa di diverso.
Non è la sofferenza che crea.
È l’accoglienza di tutto quello che arriva:
Un grande rimpianto, un grande dolore
Tutto quello che ci vuole per una canzone
Sì, serve anche il dolore.
Ma serve anche un giorno di pioggia in cui torna il sole.
Serve il contrasto, non solo l’oscurità.
Il blocco nasce dalla convinzione sbagliata che per creare qualcosa di bello serva aspettare il momento perfetto.
In realtà ti serve:
-
Un lampo di genio in quattro parole (se arriva)
-
Due anni di noia in fila dal dottore
-
Un colpo di testa a rallentatore
-
Un giorno di pioggia in cui c’era il sole
Ti serve tutto. Anche quello che sembra inutile.
IL CUBO DI RUBIK SENZA COLORE
Un cubo di Rubik senza colore
Il Cubo di Rubik funziona grazie ai colori.
Se togli il colore, rimane solo la struttura, il movimento, il processo.
Il blocco dello scrittore è questo: stai cercando il risultato perfetto, la canzone finita, la frase che spacca…
e dimentichi che la creazione è muovere le mani anche senza sapere dove stai andando.
DIECI ANNI DI NOIA E AUTOCOMBUSTIONE
Un colpo di tacco al rallentatore (che non fa rumore)
Dieci anni di noia (sei anni di vita)
E autocombustione (senza il bel sesso)
L’autocombustione è quella sensazione di esplodere per tutto ciò che vuoi dire, ma continui a trattenerlo.
Per paura.
Per perfezionismo.
Perché “non è ancora pronto”.
La verità è: sei pronto quando inizi, non quando finisci.
UN SALTO NEL BUIO, UN VENTO DI PIOGGIA, UN PO’ DI SILENZIO
Un salto nel buio, un vento di pioggia, un po’ di silenzio
Un lungo viaggio
Ecco il segreto della creatività:
-
Il salto nel buio → l’azione senza garanzie
-
Il vento di pioggia → l’imprevisto
-
Il silenzio → il momento in cui resti solo con i tuoi pensieri
Il blocco dello scrittore non è assenza di idee.
È troppo rumore intorno alle idee.
Serve silenzio per farle parlare.
TUTTO QUELLO CHE CI VUOLE
Un lampo di luce, un colpo di tosse, un anno di noia
Un’ora di gloria
Un lampo di genio, un brutto dolore
Un grande rimpianto
Tutto quello che ci vuole.
Non serve solo l’ora di gloria.
Serve anche la tosse, la noia, il rimpianto.
Quando accogli tutto, il blocco si scioglie.
COME INIZIARE QUANDO SEI BLOCCATO
1. Fai l’inventario delle emozioni
Scrivi tutto ciò che provi, senza poetica:
-
Cosa ti ha fatto sorridere?
-
Cosa ti ha fatto incazzare?
-
Cosa ti ha annoiato?
-
Cosa ti spaventa?
Tutto quello che serve per iniziare è già dentro di te.
2. Accetta l’imperfezione del primo tentativo
Il primo tentativo non deve essere bello.
Deve solo esistere.
La frase brutta può essere il colpo di tosse che sblocca tutto.
3. Crea una routine
La creatività è anche disciplina gentile.
Scrivi anche quando ti sembra inutile.
Perché serve anche l’anno di noia.
4. Trova il tuo “colpo di tosse”
Un gesto minuscolo che ti fa partire:
una frase detta ad alta voce, una parola, un suono, un’immagine.
Non cercare il lampo.
Inizia dal colpo di tosse.
IL PARADOSSO DELLA CREATIVITÀ
Più cerchi di controllare il risultato, meno riesci a crearne uno.
La canzone lo dice chiaramente: serve tutto.
Il bello e il brutto. Il lampo e la noia. Il genio e il dolore.
UN GIORNO DI PIOGGIA IN CUI TORNA IL SOLE
È il contrasto che crea bellezza.
Il blocco arriva quando ti concentri solo sulla pioggia o aspetti solo il sole.
Un rapper con cui ho lavorato non scriveva da mesi.
Gli ho detto:
«Scrivi cosa ti serve oggi per iniziare. Non per finire.»
Ha scritto:
«Un colpo di tosse.»
E da lì è ripartito tutto.
DOMANDA FINALE
Qual è il tuo colpo di tosse?
Qual è quel gesto piccolo, insignificante, che ti fa iniziare?
Non cercare il lampo di genio.
Non aspettare l’ispirazione.
Trova il tuo colpo di tosse. E parti da lì.







