-Di Giulia De Giacinto-
Con “;;;risolversi nel buio” d!base mette a fuoco un linguaggio personale, firmando un esordio intenso e coerente, che sceglie di abitare il disagio senza addolcirlo
Il 13 marzo 2026 è uscito per Dumba Dischi “;;;risolversi nel buio”, primo album dell’artista forlivese d!base: un lavoro di otto tracce che si colloca tra cantautorato elettronico, Hyperpop e Glitch Pop, e che affronta il tema dell’ansia con un taglio intimo e dichiaratamente non consolatorio.
Quello che colpisce fin da subito è la coerenza del progetto: “;;;risolversi nel buio” non cerca scorciatoie, né emotive né musicali. L’apertura con “mai+” e “+benzo” è una presa di posizione chiara, quasi programmatica, e mette immediatamente l’ascoltatore nella condizione giusta: qui non si tratta di “stare meglio”, ma di attraversare qualcosa. Non è un caso che, uniti, i due titoli diventino “mai + benzo”: un rifiuto non solo delle benzodiazepine, ma di qualsiasi forma di semplificazione e fuga. È da qui che prende forma la scelta di guardare più a fondo e comprendersi, di restare dentro ciò che fa male per provare a capirlo davvero. “;;;risolversi nel buio” non è un disco che insegna come uscirne, ma che prova a restituire la sensazione concreta di cosa significhi conviverci, quando il disagio diventa parte della percezione del mondo.
I testi lavorano proprio in questa direzione. Non spiegano, non semplificano, non cercano di rendersi immediatamente accessibili. Eppure, proprio per questo, riescono a essere credibili: sembrano nascere da dentro, più che essere costruiti per essere capiti. In “///mai schivato le tue lame” emerge un confronto diretto con il dolore, vissuto senza difese, mentre in “xxxvederti piangere” si apre uno spazio più relazionale, dove la fragilità si riflette anche nell’altro. Brani come “:::combattiamo” rendono invece la paura concreta e quasi fisica, trasformandola in immagini forti e disturbanti, senza perdere autenticità. Anche “+++luce artificiale” suggerisce una tensione tra realtà e percezione, tra ciò che illumina e ciò che, in fondo, resta irrisolto.
Il disco è stato prodotto a quattro mani con Luca Jacoboni, e proprio nella produzione trova uno dei suoi punti di forza più evidenti. L’intreccio tra drums incisive, BPM sostenuti e synth distorti crea una tensione continua che tiene insieme tutto il lavoro. I cambi improvvisi, i break e i momenti di frattura hanno una funzione precisa: danno corpo a quella sensazione di instabilità che il disco racconta, rendendo l’ascolto dinamico e mai davvero prevedibile. In tracce come “(fumo (labbra”, le sospensioni e le ripartenze sembrano seguire il ritmo irregolare del respiro, mentre nel brano conclusivo “;;;risolversi nel buio” la struttura si fa più rarefatta, lasciando spazio a una chiusura che non risolve, ma sedimenta.
Anche la copertina si inserisce in modo coerente all’interno dell’estetica del disco. Firmata da gjjanmarco, l’immagine mostra una figura stilizzata, una sorta di diavoletto, su uno sfondo nero. Essa riflette l’estetica e il senso del disco: essenziale ma carica di tensione, che restituisce visivamente quel senso di sospensione che attraversa l’intero lavoro. Anche in questo caso, nulla è lasciato al caso: la copertina non si limita ad accompagnare la musica, ma ne amplifica la dimensione emotiva, suggerendo un’idea di buio che non è assenza, ma spazio da abitare.
In definitiva, è un esordio che funziona perché sa cosa vuole essere e lo porta fino in fondo. d!base costruisce un lavoro personale coerente e, soprattutto, sincero: un disco che non offre risposte, ma che riesce a dare forma a qualcosa di difficile da raccontare. E nel farlo, trova una voce già definita.
Tracklist ;;;risolversi nel buio
“mai+”
“+benzo”
“///mai schivato le tue lame”
“xxxvederti piangere”
“:::combattiamo”
“(fumo (labbra”
“+++luce artificiale”
“;;;risolversi nel buio”
Line Up
Testo e musica: Gianmarco Servadei
Produzione, mix e mastering: Luca Jacoboni
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