Incontriamo Barbara Laurini, Project Manager di EUFONICA che in questo 2025 giunge alla sua terza edizione. Anche il MEI sarà presente per una serie di anteprima di questa edizione che sarà la 30_esima. Tanti i concerti, talk, workshop, mostre e altro ancora per dedicare una due giorni a connessioni tra arte e lavoro, dalla musica sui palchi a quella che vive dietro le quinte. Cerchiamo di saperne di più e intanto vi ricordiamo le date di un appuntamento da non perdere.
10-11 maggio 2025, Bologna
EUFONICA
Salone della Musica e delle sue Professioni
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Oggi assistiamo sempre più ad una diffusa distrazione, la musica ha perduto centralità e interesse nel tessuto sociale. Secondo lei perché?
Più che di distrazione parlerei di una sovraesposizione a stimoli sensoriali che rende più difficile per le persone concentrarsi su un singolo elemento.
In realtà la musica è diventata sempre più pervasiva, e ci segue in ogni momento della vita; purtroppo l’uso massiccio di smartphone e social media favorisce un consumo rapido e frammentato di contenuti, riducendo il tempo e l’attenzione dedicati alla musica come forma di espressione artistica e culturale. Penso che il punto essenziale sia il cambiamento delle abitudini sociali: le persone trascorrono più tempo in ambienti virtuali e meno in contesti condivisi dove la musica può svolgere un ruolo di coesione sociale. Temo anche che la diffusione di generi musicali più commerciali e la standardizzazione delle produzioni possano anche aver diminuito il senso di autenticità e profondità percepiti come associati alla musica.
Infine, l’attenzione ormai molto frammentata e la priorità data a altre forme di intrattenimento, come i videogiochi o le serie TV, contribuiscono a relegare la musica a un ruolo meno centrale nel quotidiano rendendo questa forma d’arte meno percepita nella sua propria essenza .
Il passato o il futuro? Eufonica come si pone di fronte i cambiamenti della musica? In che modo il futuro andrà in scena in questa due giorni?
Il passato e il futuro si confrontano nel contesto della musica attraverso un dialogo continuo tra tradizione e innovazione. Eufonica si pone di fronte ai cambiamenti musicali come uno strumento di rinnovamento, mantenendo al contempo un rispetto per le radici storiche e culturali.
Per quanto riguarda il futuro, Eufonica si propone di essere un palcoscenico per le innovazioni e le tendenze emergenti. Attraverso workshop, concerti e incontri, si esploreranno le nuove frontiere della musica, come l’integrazione di intelligenza artificiale, realtà virtuale e nuove forme di espressione sonora. Il futuro in scena sarà caratterizzato da sperimentazioni e da un dialogo tra creatività e tecnologia, con l’obiettivo di plasmare un panorama musicale che sia allo stesso tempo innovativo e radicato nelle tradizioni, seguendo un’arte sonora che continua a evolversi senza perderne la visione d’insieme.

Il supporto fisico così come le riviste di carta stanno tornando timidamente ad avere nuove e importanti primavere. Sono segnali di un riciclo di moda o di un ritorno a origini in cui si dava un più importante peso culturale alla musica?
È interessante osservare come il ritorno delle riviste di carta e del supporto fisico possa essere interpretato sia come un riciclo di mode che come un desiderio di riscoprire le radici culturali. Da un lato, questa tendenza potrebbe riflettere un certo revival nostalgico, una voglia di autenticità e tangibilità in un mondo sempre più digitale. Dall’altro, potrebbe rappresentare un ritorno a un’epoca in cui la musica aveva un ruolo più centrale nella cultura, accompagnato da un maggiore rispetto e attenzione verso le forme di espressione artistica più tradizionali.
In effetti, questa riscoperta può essere vista come un tentativo di riappropriarsi di un’identità culturale più profonda, in cui il supporto fisico non è solo un mezzo di distribuzione, ma anche un simbolo di qualità, cura e rispetto per il lavoro artistico. Quindi, più che un semplice riciclo di mode, si potrebbe interpretare come un segnale di un desiderio di riappropriarsi di valori e di un rapporto più intimo e consapevole con la musica e la cultura in generale. Proprio questa ultima visione ci ha portato alla organizzazione in Eufonica di una mostra dedicata al premio Best Art Vinyl Italia che ogni anno lancia la ricerca dell’artwork più bello selezionato tra le migliori uscite nazionali – rigorosamente in formato vinile – dell’anno appena concluso. L’iniziativa giunta alla quattordicesima edizione, conferma come la copertina di un disco oggi possa essere considerata senza esitazioni una vera e propria opera d’arte. Si tratta di un’operazione culturale che pone in risalto la dimensione artistica legata alla copertina di un disco, mettendo per la prima volta sotto i riflettori chi di questa dimensione è assoluto protagonista, che abbia in mano un pennello, un mouse o una macchina fotografica.
Il pubblico di Eufonica? Non solo addetti ai lavori immagino ma anche e soprattutto fruitori e attori della vita di ogni giorno. Qual è il messaggio che vorreste che si raccogliesse da questo evento?
Il pubblico di Eufonica è molto variegato, comprende non solo esperti e addetti ai lavori, ma anche e soprattutto i fruitori gli artisti e gli attori della vita quotidiana. L’obiettivo principale di questo evento è sensibilizzare e coinvolgere tutti, affinché si riconosca la centralità della musica e dell’ascolto nel nostro vivere quotidiano. E’ quello di far comprendere che il “musicista” come professione implica riconoscere un lungo percorso di studi spesso complesso e sfaccettato, che richiede passione, competenza, capacità imprenditoriali e resilienza. (Una professione le cui competenze in molti paesi europei sono adeguatamente remunerate). Il messaggio che vorremmo che si raccogliesse è che la musica non è un elemento passivo, ma un potente strumento di comunicazione, di connessione e di consapevolezza.
Attraverso Eufonica, invitiamo a riscoprire l’importanza della musica dall’età dello sviluppo alla terza età, a comprendere il valore dell’ascolto attento delle molteplici sfumature sonore che ci circondano, contribuendo a creare una società più sensibile, empatica e consapevole del proprio ambiente e delle proprie relazioni.
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