Dopo oltre dieci anni di silenzio, il cantautore toscano torna con un EP che tocca il cuore. Giulio Brando fa capolino con 5 nuove scritture che raggiungono quel senso soul americano dentro cui sentiamo quasi in automatico il velluto dei Leslie e quelle distorsioni morbide del grande Boss. Insomma: per lui sembra essere un senso nuovo da dare al suono e alla lettura della vita stessa. Eccolo allora che gira dentro gli streaming digitali questo “Nascosto in aria” rientra in scena con nuovo disco di inediti.
Si firma Giulio Burchietti all’anagrafe, artista che rinasce dopo una lunga pausa iniziata nel 2013, seguita a un periodo di crisi personale profonda che probabilmente ritroviamo dentro i graffianti contorni di questo suono che deve molto al blues e al rock a stelle e strisce come dicevo. Attraverso le ombre ed il fango illumina nuova musica dalle melodie che si allungano in cerca di quiete. “Puledro pazzo” apre i giochi e sin dalle primissime battute sembra citare Ivan Graziani o quel rolling texano de “Il bandito e il Campione”: è un piccolo manifesto esistenziale dove si annida il bisogno di lasciare andare il dolore per abbracciare una nuova emancipazione. Di questa breve tracklist spezza l’ascolto la chiusa affidata a “Ricordo di me” che diviene appena più “mediosa” nel respiro e nella pasta sonora, decisamente più italiane nei colori del pop e molto meno americana quando ricerca soluzioni “orchestrali” per il carattere. Eppure siamo dentro lo stesso mondo emotivo di Giulio Brando. Rapido e interessante. Un ascolto da portare nelle tasche…







