-di Ilaria Coppola-
Con “Price of Caring”, i Leaving Venice firmano un debutto compatto e atmosferico tra Shoegaze, Dream Pop e tensione Alt-Rock.
Ci sono dischi d’esordio che cercano di dimostrare qualcosa, e altri che semplicemente esistono con una sincerità tale da rendere inutile ogni dichiarazione d’intenti. “Price of Caring” dei Leaving Venice, in uscita il 10 aprile per Dear Bear Records, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il quartetto piacentino costruisce un panorama musicale che si muove con naturalezza tra Shoegaze, Dream Pop e derive Alt-Rock, evitando però il rischio, sempre dietro l’angolo in questi territori, di risultare derivativo.
Qui le influenze diventano linguaggio, non citazione. Le chitarre sono liquide, stratificate, spesso avvolgenti fino a diventare quasi ambientali, ma sempre guidate da una tensione che impedisce loro di disperdersi del tutto. Fin dall’apertura, con il brano “Heaven’s Bright”, si percepisce una cura particolare per le dinamiche: è un disco che vive di contrasti sottili, luce, ombra, fragilità e slancio senza mai trasformarli in opposizioni nette. Tutto resta sospeso in una zona intermedia, coerente con il cuore tematico dell’album. Il vero fulcro di “Price of Caring”, infatti, è emotivo prima ancora che musicale.
Le otto tracce si muovono attorno a una semplice domanda: vale la pena sentire tutto, fino in fondo? Oppure è meglio difendersi, smussare e anestetizzare? Questo album non offre risposte, ma traccia un percorso e lo fa con testi che costruiscono immagini sfocate, che funzionano come frammenti di memoria più che come narrazioni lineari.

leaving venice
La voce di Sara Groppi è un elemento chiave: non domina mai il mix ma lo attraversa. Una presenza che sembra galleggiare tra gli strumenti, contribuendo a quell’effetto immersivo che è, forse, la cifra più riuscita del disco e che si amalgama alla perfezione con la chitarra di Nicolò Botti, il basso di Tommaso Botti e la batteria di Diego Cardini. Dal punto di vista della produzione, “Price of Caring” colpisce per coesione. Non ci sono momenti fuori fuoco: tutto appare calibrato per sostenere l’atmosfera generale, senza picchi eccessivi ma anche senza cali di tensione. La durata contenuta (circa 27 minuti) gioca a favore dell’ascolto, lasciando la sensazione di qualcosa di completo senza sovraccarico. “Price of Caring” è un lavoro che chiede tempo e una certa disponibilità a lasciarsi attraversare. In cambio, offre la sensazione di non essere soli nel proprio modo di sentire. E per un esordio, non è poco.
Line-up:
Sara Groppi (voce, chitarra): strumentale, testi
Nicolò Botti (chitarra): strumentale
Tommaso Botti (basso): strumentale
Diego Cardini (batteria): strumentale
Tracklist:
Heaven’s Bright
Coming Clean
My Mine
Zebra
Emotional Guy
Second Time
Mind C
Price of Caring
Leaving Venice on line:
Instagram: https://www.instagram.com/leavingvenice/







