Quella che segue sarà una lunga chiacchierata doppia. Prima di tutto raggiungiamo MIIST, l’artista americana di origini cinesi che sta portanto avanti un progetto globale che sta avendo una risonanza davvero interessante: un brano dal titolo “Could You Lend Me a Smile” che ha affidato ad altri 15 artisti nel mondo ed ognuno ne da una lettura nella propria lingua madre. Per l’Italia, il brano viene affidato alla delicatezza della cantautrice abruzzese Federica Di Marcello in arte Marlò e diviene “Basta un tuo sorriso” che troviamo anche in rete con un video girato tra le strade del centro di Bologna. Intervista doppia allora: una canzone manifesto di come l’attenzione verso gli altri e un vivere decentrati dal propio ego possa restituire serenità a tutti… un piccolo gesto difficile e alle volte insormontabile. Una canzone può bastare? Secondo MIIST si ed è quello che sta facendo per tutto il mondo…
A Miist: un gesto semplice può cambiare una vita. Pensi che la società moderna abbia perso il valore della gentilezza, dei sorrisi?
Sì. Esatto. Di recente abbiamo visitato un posto a Pismo Beach, in California (USA), così come Roma la scorsa settimana. Per via del mio Smile Project, cerchiamo sempre di sorridere a quasi tutti. Sia a Pismo Beach che a Roma, quasi nessuno sorrideva. Quasi nessuno teneva la porta aperta o diceva “Grazie” o “Mi scusi”. A Roma stavamo camminando per strada e abbiamo trovato una borsa. C’erano dentro il passaporto, le carte di credito e la patente di una donna. L’abbiamo contattata e abbiamo scoperto che era stata derubata da un borseggiatore. Oggi sembra che le persone credano che essere arrabbiati, cattivi o egoisti sia un segno di forza, ma io credo sia il contrario. In questo mondo, essere gentili e sorridere, essere generosi, mostra quanto sei forte. Dimostra che, indipendentemente da ciò che accade nel mondo, tu sei abbastanza forte da mostrare la tua umanità e cercare di entrare in connessione con qualcuno, anche solo per pochi secondi mentre lo incroci.
A Marlò: una produzione internazionale che in qualche modo hai ricondotto nelle tue abitudini italiane o ti sei lasciata andare al suono e alle “regole” americane? Per quanto poi sia labile la differenza…
Devo dire che l’approccio, almeno da parte mia, è stato quello di sempre, la cura e l’attenzione che metto nei miei progetti è stata la stessa anche in questo contesto; l’unica differenza che ho riscontrato in questo caso specifico è stato il livello di professionalità e di umanità che ho trovato in Miist e in tutto il suo team. Nella mia esperienza non è raro che più sia “grande” il progetto e più scenda il livello di umanità e cura, nel loro caso è stato l’esatto opposto e questo senso di gratitudine, che hanno esternato continuamente, nei confronti di chi stava lavorando al progetto mi ha commossa moltissimo.
A Miist: come riesci personalmente a resistere a questa società che ci vuole tutti gli uni contro gli altri?
È difficile, anche per me. Qualche mese fa, quando ho scritto “Could You Lend Me a Smile”, ho deciso di impegnarmi consapevolmente per cambiare il mondo intorno a me attraverso piccole azioni quotidiane come sorridere, essere gentile o comportarmi in modo buffo. La scienza sa che vivere in modo altruistico porta la massima felicità, ma questo è l’opposto dell’egoismo che vediamo promosso nella società di oggi. Quello che volevo creare era un modo per ogni persona sulla Terra di cambiare il modo in cui guarda gli altri, ma so che è una richiesta enorme, e con tutti i problemi che il mondo sta affrontando sembrava inizialmente impossibile. Poi la mia famiglia e i miei amici hanno cominciato a parlare di azioni che farebbero una grande differenza, pur richiedendo solo pochi secondi. A quanto pare, tutti sappiamo fare queste cose, semplicemente ce ne siamo dimenticati o abbiamo smesso di farle di proposito. Così è nato 15 Seconds to Change Your World. Le azioni di cui parlo nella canzone, come sorridere, richiedono pochissimo sforzo e hanno un potere enorme, non solo per gli altri ma anche per noi stessi.
A Marlò: che cosa ha cercato di portare di tuo nel brano? Quali sono stati i grandi cambiamenti che ti hanno concesso di fare?
Nessun grande cambiamento perché il brano ha una direzione molto definita e chiara che fa si che ogni versione sia personale ma allo stesso tempo molto allineata all’intero progetto. Le voci scelte per interpretare questo brano nel mondo, sono tutte accomunate da un modo molto simile di “sentire” ma ogni voce ha poi tradotto quel messaggio con il proprio suono e il proprio modo.
Sicuramente l’italiano mi ha “costretta” a fare un lavoro sul testo che fosse un vero a proprio riadattamento e non solo una traduzione, forse proprio nel modo di rendere le immagini in italiano c’è molto della mia scrittura e, senza dubbio, nel modo di utilizzare la voce nei suoi passaggi.
A Miist: ti senti a tuo agio con le varie traduzioni che stai ricevendo in tutto il mondo? Come ti sembra la canzone nelle mani di Marlò?
Le adattamenti sono stati un lavoro immenso. Sono molto grata a mio marito e agli altri membri del team che hanno trovato voci straordinarie e, cosa ancora più importante, persone che credono davvero in questo progetto e nella sua causa. Ma trovare cantanti e parolieri che riescano a raccontare la storia con precisione e trasmetterne il messaggio è molto più difficile di quanto si pensi. Molte lingue e culture non hanno gli stessi concetti o espressioni dell’inglese o del mandarino, che sono le mie lingue madri, quindi alcune versioni hanno trasformato la canzone in storie d’amore o di amicizie perdute. Anche solo la differenza tra il concetto di singolare e plurale può diventare un problema. Detto questo, sono ENTUSIASTA del nostro gruppo di artisti e delle loro versioni. Ho potuto incontrare Marlò di persona durante le riprese del video musicale di Could You Lend Me a Smile. Che persona meravigliosa e che voce incredibilmente evocativa! Adoro Marlò.
A Marlò: una canzone che sa di cose importanti: da tutta questa storia hai tratto percorsi personali che farai tuoi per il futuro? Anche pensando al come affrontare la forma canzone?
Il valore di questa canzone sta proprio nel progetto che racconta. Mi ha rincuorata conoscere Miist perché in un modo come il nostro incontrare anime così pure è un regalo. Più che nel modo di affrontare la forma canzone, questo progetto mi ha confermato che una delle cose più importanti, per chi ha a che fare con la voce è che questa ci somigli profondamente. Sono in questo progetto non per il mio modo di scrivere ma per quello che il suono della mia voce rimanda e questa per me è una soddisfazione bellissima. Che per una volta al centro di tutto ci fosse il modo di “sentire”, ha ricaricato le mie energie, senza dubbio!
A Miist: speriamo di vederti presto in concerto in Italia, intanto ti chiedo di salutare il pubblico italiano
A tutti gli italiani meravigliosi che ho incontrato e che incontrerò in futuro: AMO il vostro Paese, la vostra cultura, il vostro cibo (il vostro gelato!!!) e i vostri sorrisi. Bologna è stata FANTASTICA!! E ora sto per andare alle Cinque Terre, che tutti mi dicono essere mozzafiato.







