Alter Bridge a Roma: cala il silenzio all’Atlantico. Tra “nastro isolante” e certificazioni, è scontro totale sulla sicurezza.
Quello che doveva essere un grande ritorno nella Capitale si è trasformato in un caso mediatico e – forse – legale. Il concerto degli Alter Bridge, attesi all’Atlantico Live insieme a Daughtry e Sevendust, è stato cancellato a poche ore dall’apertura delle porte. Non per motivi di salute o logistica dei trasporti, ma per una divergenza insanabile sulla stabilità del palco.
Il “J’accuse” di Tim Tournier: “Ho visto le strutture flettersi”
La miccia è stata accesa da un comunicato durissimo di Tim Tournier, manager della band (Janus Music Mgmt). Tournier, con 22 anni di esperienza internazionale alle spalle, ha riferito di aver riscontrato criticità strutturali tali da rendere impossibile lo svolgimento dello show in sicurezza.
Secondo la ricostruzione del manager:
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Flessione del sartiame: Durante il sollevamento del parco luci, le strutture in acciaio (le “americane”) avrebbero mostrato una flessione visibile a occhio nudo.
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Ancoraggi instabili: Il traliccio principale non sarebbe stato correttamente a contatto con i punti di ancoraggio.
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Riparazioni di fortuna: La critica più pesante riguarda la soluzione proposta dallo staff locale per rimediare al problema: un pezzo di compensato fissato con nastro isolante. Una manovra definita da Tournier come “assolutamente non sicura”.
“Quella tragedia non accadrà oggi — non sotto la mia responsabilità”, ha dichiarato Tournier, sottolineando di aver preso la decisione finale in accordo con i team di tutte e tre le band, nonostante il locale avesse presentato certificati di sicurezza regolari.
La replica dell’Atlantico Live: “Narrazione fuorviante e allarmista”
Non si è fatta attendere la risposta dell’Atlantico Live, che ha rispedito al mittente ogni accusa, parlando di un clima di “ostilità e tensione” generato da dichiarazioni decontestualizzate.
La direzione della venue ha messo sul tavolo fatti e documenti:
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Certificazioni a norma: Il locale ribadisce che il palco è regolarmente revisionato e che un ingegnere strutturista abilitato aveva approvato la struttura proprio nelle 24 ore precedenti l’evento.
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Evidenze fotografiche: L’Atlantico sottolinea come la produzione degli Alter Bridge fosse già stata interamente montata (come visibile in alcune immagini circolate sui social), smentendo l’ipotesi di un cedimento strutturale.
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Precedenti illustri: Viene ricordato che la band di Myles Kennedy e Mark Tremonti ha già calcato quel palco due volte in passato senza mai sollevare obiezioni sugli standard di sicurezza.
Cronaca di un pomeriggio teso
Il paradosso della giornata è che la decisione è arrivata mentre la macchina organizzativa era già in moto. Una parte del pubblico era infatti già all’interno della struttura per la guitar clinic di Mark Tremonti, ignara del fatto che, dietro le quinte, i responsabili dei montaggi delle tre band stessero sollevando dubbi tali da portare all’annullamento definitivo.
La struttura ha definito “gravi” le insinuazioni di Tournier, specialmente riguardo a presunte voci di un “palco crollato” (mai avvenuto), accusando il management di aver leso l’immagine del locale con una comunicazione volta all’allarmismo.
Cosa resta della serata
Al momento, il caso resta un conflitto di interpretazioni tra la sicurezza percepita (quella dei tecnici della band che hanno “visto” la struttura cedere sotto il peso del loro impianto) e la sicurezza certificata (quella dei tecnici della venue, forti di perizie ingegneristiche).
Se da un lato il manager degli Alter Bridge si dice pronto a tutto pur di non rischiare una tragedia, dall’altro l’Atlantico Live difende la propria storia e la propria agibilità, lasciando presagire che la questione potrebbe spostarsi dai palchi alle aule di tribunale.





