Liquido nel suono digitale. Esotico sicuramente, di arie e colori pastellati. Melodie che pure cercano un disipegno nel senso di leggerezza, complice questa voce che si colora di lounge e di dinamiche morbide. Tipuana Tipu giunge al disco d’esordio con questo titolo bizzarro ma evocativo: “Pappagalli verdi rari”, allegoria di dettagli che arricchiscono l’osservazione – anzi la narrazione – di quella che vuol essere l’esperienza di un italiano a Barcellona nel perpetuo mescolarsi di un ricerca personale, artistica quanto sonora. Ma è molto altro oltre questo: è proprio l’urgenza di creare altro oltre il semplice cliché, di raccontare e raccontarsi oltre il semplice DNA delle cose che accadono.
Prima di tutto mi colpisce questo modo che hai di mescolare con”lentezza” le melodie… un ascolto che, dentro la stessa canzone, si snocciola e si evolve sempre con una morbidissima “indolenza”… non so come altro descrivertelo. Cosa ne pensi?
Si hai colto un buon punto, vedo sempre la canzone come un viaggio interiore e di conseguenza a volte anche difficile. É sempre qualcosa che mi costa guardare con così tanta sincerità a fondo ma lo faccio anche amorevolmente, come fosse un po una terapia. Viaggi dentro i tuoi ricordi, sensazioni ma lo fai anche in qualche modo per curarti e liberarti. Un esempio, ma ce ne sono tanti nell’album, in Mondo a spray non ci sono ritornelli. Prima della fine della canzone ricordo che sono artisti ad una parte dove stavo “vedendo” l’ultimo incontro che ho avuto con una persona alla quale ho voluto bene. Erano mesi che la stavo pensando, ma quando è arrivata la canzone non l’ho più pensata e dentro di me l’ho lasciata andare. Ho in qualche modo risolto un conflitto interiore tramite la musica.
Una produzione tutta personale: non hai mai sentito la mancanza di contributi esterni per amplificare il risultato finale?
Ho suonato tanti anni con gruppi e so bene cosa vuol dire lavorare in gruppo. Ha i suoi pro e i suoi contro . Ci tenevo che quest’album fosse la mia fotocopia musicale e di conseguenza ho prodotto suonato e registrato tutto. Tuttavia ora sono assolutamente aperto a possibili collaborazioni. Ma diciamo che non le cerco a tutti i costi , quando dovranno arrivare arriveranno
Dal vivo anche sei da solo? E nel caso che suono riesci a ricostruire?
dal vivo son da solo e non ti nascondo che non è stato facile e non lo è tuttora organizzarmi. Porto 2 tastiere che mando in loop con dei suoni di Synth che siano ritmici ma che mi facciano da tappeto sonoro, il tutto collegato a un portatile per usare tracce di percussioni e basso, spesso ci suono la chitarra elettrica sopra e ci canto: non è facile con 2 mani 😅. Ultimamente sto provando a sostituire una delle 2 tastiere con un pianoforte e senza chitarra. Ma anche lì mi considero in evoluzione continua. L’importante per me era togliermi dal puro acustico e iniziare a suonare il più fedele possibile al disco.
E ci sono brani come “DirteloSwing” ad esempio dentro cui il mix e i suoni sembrano diversi. E ci sono differenze dentro il disco in genere… anche l’impasto vocale a volte cambia… come se ci fossero modi di cantare diversi… vero?
Si, probabilmente per le varie influenze musicali che ho che mi condizionano non solo per uno specifico pezzo ma possono variare anche all’interno dello stesso pezzo. Mi piace usare la voce quando ci riesco con stili e intenzioni differenti anche all’interno dello stesso pezzo.
Parlando di radici e citazioni: l’elettronica che sfoggi da dove vieni? La scena catalana in qualche modo la ritroviamo dentro il disco?
Le mie influenze vengono da oltremanica come James Blake, Radiohead, gli stessi Beatles ma anche dal nostro paese come Iosonouncane, Daniela Pes e lo stesso Battisti. Ma a Barcellona vado spesso al brunch electronik o altri eventi elettronici pomeridiani dove ascolto con attenzione soluzioni ritmiche o uso di sintetizzatori.
L’influenza catalana potrebbe essere un misto di questo e anche di tutti i concerti che ci possono essere alle feste di quartiere e l’immancabile Rosalia che ammiro come artista creatrice di un suo mondo personale.







