“Dedalo” di Luigi Friotto, l’arte di perdersi senza fretta | Recensione
di Paolo Pescopio In un panorama cantautorale spesso affollato da urgenze comunicative gridate e da una produzione pensata per il consumo rapido, Dedalo di Luigi Friotto sceglie deliberatamente un’altra velocità. È un disco che più che chiedere attenzione la pretende e non perché alzi la voce, anzi, ma perché costruisce un mondo coerente, stratificato, in…










