“Dedalo” di Luigi Friotto, l’arte di perdersi senza fretta | Recensione

di Paolo Pescopio In un panorama cantautorale spesso affollato da urgenze comunicative gridate e da una produzione pensata per il consumo rapido, Dedalo di Luigi Friotto sceglie deliberatamente un’altra velocità. È un disco che più che chiedere attenzione la pretende e non perché alzi la voce, anzi, ma perché costruisce un mondo coerente, stratificato, in…

“Basta crederci un po’”, l’orizzonte oltre la polvere del rock gentile di John Strada

di Paolo Pescopio Nell’attuale panorama musicale, dove spesso l’urlo sovrasta il pensiero, il ritorno di John Strada con “Basta crederci un po’” agisce come un correttivo necessario. Non è solo un album di canzoni, ma un diario di bordo maturato tra la polvere delle strade americane e l’umidità delle pianure emiliane, un’opera che segna una…

I Sordi: “Shockini”, un debutto che non assomiglia a nessuno

In un panorama musicale che ama etichettare tutto — generi, sottogeneri, micro-scene, vibe, mood — i Sordi arrivano con Shockini e scompaginano ogni tentativo di incasellarli. Non appartengono a una scena precisa, non provengono da un filone riconoscibile, e soprattutto non sembrano intenzionati a entrarci. Il loro debutto è un organismo vivo, libero, stratificato, che pesca da linguaggi diversi…

Sambèło da ròcoło: il disco ostico e inclassificabile degli Anatemah

Un laboratorio sonoro chiuso, tra jazz, elettronica e improvvisazione, che conferma la vitalità della scena veneta indipendente. Con Sambèło da ròcoło, gli Anatemah confermano la loro presenza nella scena veneta, stratificata e lontana dai canoni della musica mainstream. Il trio – Alessandro Fedrigo al basso elettrico, Michele Tedesco alla tromba e Gian Ranieri Bertoncini tra…