NicoNote –  il Caos del tempo in “Emotional Cabaret”

Lo scorso 27 Giugno, in una delle tante giornate afose e spossanti che si sono susseguite, qualcosa di memorabile è accaduto: Hölderlin, il grandissimo poeta tedesco, cantore dell’antica Grecia e dello smarrimento umano, è definitivamente risorto con le sue tragiche e tormentate poesie.

A risvegliarlo dal lungo torpore che lo rilegava a vecchi libri di vecchie librerie  è stata la cantante e performer NicoNote, alias Nicoletta Magalotti, con la realizzazione del suo ultimo disco “Emotional Cabaret”.

 Il risultato? Sconcertante e impressionante.

Ad un primo ascolto potremmo quasi rimanere agghiacciati dal susseguirsi dei contrasti tanto forti che si rincorrono senza alcun filo logico. Le tracce sono per lo più sconnesse fra loro, stridenti, in un alternarsi di continue antitesi e incredibili cambi di tono. La lingua si trasforma, dal tedesco all’italiano. Cambiano i registri vocali, cambia l’intenzione con cui la parola della cantante si articola. L’impressione generale è quella di trovarci nel cuore del teatro del grottesco,  su montagne russe in cui il telento musicale si accompagna ad un’interpretazione drammatica ai limiti del paradossale.

Per non rimanere spiazzati dalle tanto ricercate sonorità elettroacustiche, tuttavia, dobbiamo tenere presente che “Emotional Cabaret” parta da una premessa concettuale molto importante e ragionata, che lo distacca profondamente da un prodotto commerciale e di facile ascolto. A darci la chiave di lettura dell’intero disco è il primo brano, “An die Unerkannte”, che riprende il proprio titolo da una lirica del famoso cantore della lingua tedesca. Iniziare citando direttamente Hölderlin è un modo chiaro e forte per dirci che tutti i brani che seguiranno non sono altro che una trasposizione in musica del pensiero del poeta. Ricordate la famosissima “Diotima”?

 

“ Vieni e placami questo Caos del tempo, come una volta

delizia della celeste musa, gli elementi hai conciliato!

Ordina la convulsa lotta coi tranquilli accordi del cielo.

Finchè nel petto mortale ciò ch’è diviso si unisca […]”

 

Ebbene, NicoNote è la cantrice di questo “Caos del tempo”, della “convulsa lotta nel petto mortale”, della terribile opposizione tra l’epoca moderna della ragione e il mondo antico dell’armonia con il mondo naturale. Questo disco si ripropone di descrivere la contraddizione, l’essenza della vita stessa, la sua unità come separazione infinita, come contrasto insanabile. Brani deliranti e apocalittici come “Giorni Afosi”, scossi dal tormento, si susseguono a visioni distaccate e folli della realtà umana, come accade in “E’ normale” . Fra cover e brani inediti, l’autrice ci prende per mano e ci porta nel cuore della poesia, rendendola non più solo qualcosa di scritto, ma qualcosa di più diretto, di musicale, che ci colpisce e ci porta davanti allo smarriemento umano, senza lasciarci più scampo. Il libro in cui leggevamo Hölderlin non può più essere chiuso: il suono del dramma dell’uomo moderno ci arriva senza mezzi termini.

E, sbalorditi e incantati da ciò che ascoltiamo, ci troviamo nel mezzo del Caos.

Come direbbe Hölderlin:

“[…] E in glaciale notte, s’azzuffano gli uragani”.

 

 

Eleonora Pepe

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