ELIO E LE STORIE TESE
in estate torna il tour di
“MI RESTA UN SOLO DENTE E CERCO DI RIAVVITARLO“
Questa estate a grande richiesta ELIO E LE STORIE TESE portano di nuovo sui palchi italiani lo spettacolo “Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo“.
Sarà un tour particolare, che dopo molti anni, per la prima volta, vedrà l’assenza di Christian Meyer, storico batterista del “complessino”. Ecco come la band ha comunicato la notizia.
Cari Amici,
vi annunciamo una novità incredibile: nella ripresa estiva dello spettacolo “Mi Resta Un Solo Dente E Cerco Di ‘Riavvitarlo’”, il batterista non sarà Christian Meyer!! Interrogato sui motivi della sua defezione, Meyer ha dichiarato: «Elio e Le Storie Tese sono l’esperienza più importante della mia vita, al gruppo mi legano ricordi teneri e affettuosi, darei la vita per ogni singolo membro della band, ma sono impossibilitato a partecipare a questa nuova entusiasmante avventura. La mia nota passione per i pinoli mi ha condotto infatti ad un consumo eccessivo di pinoli non italiani, ormai diffusissimi nel nostro Paese, consumo che può provocare effetti imprevedibili ed indesiderati, come è accaduto a me. Tali effetti mi impediranno di partecipare allo spettacolo estivo di Elio e Le Storie Tese ma sarò pronto a ritornare in sella dopo aver seguito una dieta bilanciata a base di miele, fave di cacao e fichi d’india».
Noialtri degli Elio e le Storie Tese rispetteremo un periodo di silenzio radio, che un po’ caratterizza la nostra carriera visto che le radio non suonano quasi mai le nostre canzoncine, al termine del quale vi comunicheremo la novità ancora più incredibile che non possiamo comunicarvi ora proprio a causa del silenzio radio: chi suonerà al posto di Christian Meyer!!
Cordiali saluti
I Silenzio Radio
“Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” è uno show tra il sacro e il profano, che si apre come una messa laica, in cui vari personaggi di attualità vengono invitati a pregare per i fan degli EelST, e che si chiude con la certificazione che tutto è stato suonato in diretta «Senza basi, senza campionamenti, senza autotune, insomma senza un cazzo, tutto fatto in casa».
Elio e le Storie Tese, vestiti di bianco, su una scenografia studiata nel dettaglio, con la preziosa regia di Giorgio Gallione, sanno raccontare il nostro tempo in modo ironico e affascinante. Da “La terra dei cachi” a “Supergiovane”, da “Servi della gleba” a “Valzer transgenico” il repertorio del complessino è sempre attuale, perché in fondo la mentalità italiana non cambia mai, c’è sempre un buon motivo per scandalizzarsi.
Lo spettacolo unisce alla musica i racconti e le immagini originali di una creatività senza limiti, per un viaggio attraverso le contraddizioni del nostro paese condotto con maestria e humour senza pari dagli Elio e le Storie Tese.








Dicono sempre di ispirarsi ai Pooh, ma poi tralasciano l’estetica vestimentaria sul palco. Non c’e’ mai un chiaro concept di stile di fashion maschile sul palco, come invece esprimono i Pooh. In questo gli Elii non hanno fatto progressi. Secondo me potrebbero permettersi di occhieggiare un po’ al fashion di Milano che per gli uomini e’ senza colori e poco appariscente per innovarlo e liberare la mascolinita’ dalle rifgide regole in cui e’ imbrigliata. Colori spenti, nero, grigio, navy, kaki per lo piu’. I Pooh sono una lezione di stile anche e soprattutto d’immagine. Oltre alla musica e alle canzoni che esprimono una cifra melodica precisa, I Pooh erano belli (il batterista brutto lo hanno nascosto, e questa fu una grande ingiustizia), gli Elii sono liberi di essere uomini normali, non belli e non brutti, ma grazi3e alla loro verve ironica sono tutti estremamente affascinanti. Io non dico di arrivare agli estremi di Harry Style, ma di avventurarsi alla ricerca di una mascolinita’ colorata! Gli uomini hanno diritto al colore! Anche i Pooh da questo punmto di vista non ce l’hanno fatta! Quante donne non bellissime si vestono bene e si curano in modo da dare un’ immagine piacevole di se’? Qui c’e’ tanto da fare, non li vogliamo lisciati come i Pooh, o griffati per forza, il Maestro Cosma sembra sempre vestito Armani ed e’ elegantissimo ma e’ un po’ dark si potrebbe dargli il soprannome di Hello Darkness! Semplicemente si tratta di fare una rivoluzione positiva nei confronti degli uomini e sottrarli alle dure regole vestimentarie imposte al genere maschile. Sono pronti gli Elii per farla? Jantoman potrebbe vestirsi di colori sgargianti, del suo colore preferito, anziche’ di grigio e di scacchi! I colori sono vibrazioni, se uno veste il suo colore preferito ( che non puo’ essere il grigio o il marrone, lo giuro) riluce e brilla senza il minimo sforzo! Coraggio, un po’ di colori per favore! Evitate soprattutto di essere per forza stravaganti, non e’ questo il punto, le vostre canzoni bastano all’effetto iconico e stralunato dell’ironia che vi contraddistingue. Si parla di una sana immagine maschile liberata dalla darkness! Siate i fighetti della diversita’ e non della sciatteria! Grazie.