-Foto e Report Di Alice Rubert-
Alla Hall il gruppo parigino presenta Zalib Garden con una formazione rinnovata. I foulard riempiono la sala, la festa scavalca la transenna.
Arrivo al concerto del 9 ottobre a Padova e la prima cosa che cerco sono i foulard. Non ne vedo neanche uno, e un po’ ci rimango male. Poi, piano piano, iniziano a spuntare. Persone che se li sistemano in testa, amiche che si aiutano a vicenda, una coppia che li ha abbinati. Vado in bagno e davanti allo specchio c’è una ragazza che si aggiusta il nodo sotto il mento. Sono tutti già dentro al live, prima ancora che inizi.
Per chi non li conoscesse, i Dov’è Liana sono un progetto nato da tre amici d’infanzia parigini, con un’elettronica francese da ballare, ritornelli pop e testi principalmente in italiano. Il nome viene da una ragazza incontrata a Palermo e mai più rivista. Nel 2024 è uscito il loro primo album, “Love 679”, e dal 2025 sono con Carosello Records, con cui il 2 ottobre, una settimana prima del concerto, hanno pubblicato il nuovo EP “Zalib Garden”, che contiene anche “Cip Cip” e “Cookie’s Party”. Il foulard da nonna siciliana e gli occhiali da sole sono diventati la loro identità, e quella del loro pubblico. Non a caso, il tour si chiuderà proprio a Palermo, il 14 novembre allo Spazio Zero.

Il concerto si apre con un’intro di “Perché piangi Palermo”, il brano da cui è nato tutto, che tornerà intero più avanti. L’assenza di protagonismo è la cosa che mi colpisce di più: i membri storici sono rimasti dietro quasi tutto il tempo, mentre davanti c’erano le due nuove cantanti, Rachel e Beatrice, che si sono aggiunte per questo tour insieme ad Andreas, anche lui nuovo nella formazione. Sotto il foulard non importa chi ci sia, ed è proprio questo che rende il progetto collettivo.
E questo vale anche per chi sta sotto il palco. Di foulard in sala ce n’erano parecchi, e più che un concerto sembrava una festa, in cui tutti erano partecipi e importanti. Si capiva dai modi della band, da come parlavano al pubblico, come a qualcuno che conoscono da sempre. D’altronde la loro community la chiamano proprio la famiglia.

Quando è tornata “Perché piangi Palermo”, questa volta intera, è stato il momento in cui il tempo si è fermato per un attimo. Poi è partita “Peace, Love & Baci”, a chiudere il concerto, una delle mie preferite, e la sala è esplosa. Già dall’introduzione, appena l’hanno riconosciuta, era chiaro che non aspettavano altro che cantarla. In fondo questa canzone riassume bene la loro filosofia, un invito all’amore e allo stare insieme.
Poi il bis, con “Blue Summer” e di nuovo “Tutte le donne”, suonata per la seconda volta nella serata. Le due cantanti scendono dal palco, e uno dei membri storici scavalca addirittura la transenna e finisce in mezzo al pubblico. Intorno a lui quasi nessuno tira fuori il telefono, e tutti ballano e cantano insieme. “Tutte le donne” diventa così l’apice della festa.
Al concerto avevo portato anche mia mamma, che non è esattamente il loro pubblico tipo. Eppure le è piaciuta l’atmosfera, il rapporto con la gente, quella specie di inno alla vita, e mi ha detto di aver visto una bella gioventù. Se è arrivato anche a lei, vuol dire che quel senso di comunità non resta chiuso tra chi il foulard ce l’ha in testa.
Quindi, chi c’è sotto il foulard? Alla fine della serata la risposta mi sembra chiara: non importa. Ci siamo tutti.
Un grazie a Django Music per l’accoglienza, e alla Hall per la serata.

Scaletta
Perché piangi Palermo (intro)
Cookie’s Party
Janvier
Tutte le donne
Zalib Garden
Ecco la festa
We Can See the Doors (Part II)
Benvenuto a Casa Rock
La Notte Infinita
Perché piangi Palermo
Cip Cip
Peace, Love & Baci
Bis
Blue Summer
Tutte le donne







