-Di Anna Rescigno-
Sette ore tra DJ set e live al Teatro 26, nell’appuntamento firmato Spring Attitude. Cosmo e il collettivo di Ivrea restituiscono spazio alla festa e al suo pubblico.
Sabato 31 ottobre, all’interno degli studi di Cinecittà, la posse di artisti Ivreatronic ha presentato un live di sette ore di musica elettronica sperimentale.
Collettivo di dj e musicisti, oltre ad etichetta discografica, Ivreatronic nasce nel 2017 a Ivrea e si classifica tra le realtà più innovative e ad ampio respiro della club culture italiana. Tra i fondatori, lo stesso Cosmo, che ha suonato all’evento, musicista e produttore celebre per i suoi dischi Cosmotronic, L’ultima festa e La terza estate dell’amore.
Teatro 26 è il nome che si è voluto dare all’evento, in collaborazione con Spring Attitude, realtà festivaliera italiana ormai ben affermata e fondamentale specchio della musica indipendente italiana contemporanea. “Teatro” perché, appunto, l’evento si è tenuto nel vero e proprio cuore pulsante del mondo performativo romano: Cinecittà, che per l’occasione si è tinta di luci rosse stroboscopiche. La location, il primo punto a favore dell’evento: una “venue” non venue, uno spiazzo immenso che rimandava a scene di clubbing europeo. Una boccata d’aria fresca per una città, Roma, in cui il clubbing è in bilico col fiato sospeso tra locali mainstream per turisti e spazi liberi ma senza i giusti riconoscimenti. I miei compagni di serata, americani e svedesi conosciuti in erasmus in visita a Roma, sono rimasti stupiti dalla qualità della serata e degli impianti.
La lineup ha visto dj e artisti che, non uno dopo l’altro ma in eterno ritorno durante la serata, hanno infuocato il pubblico: Cosmo, Leonar, Foresta, Santa Pazienza, Barbarella Le Mariage e Pan Dan. Le sonorità spaziavano dall’ambient all’elettronica più dura e il flusso di musica quasi faceva dimenticare lo scorrere del tempo.
Per un clubbing di qualità però l’ingrediente segreto fondamentale rimane la crowd giusta, e direi che a Teatro 26 non ha assolutamente deluso: persone presenti, di tutte le età, prese bene e soprattutto rispettose (ho perso il telefono e me l’hanno riportato, a quante altre serate sarebbe potuta succedere una cosa del genere?).
Teatro 26 è stato la dimostrazione che da collaborazioni tra realtà musicali di qualità non possono che nascere progetti succosi, e l’auspicio a una scena di clubbing romana sempre più europea e sempre più presa sul serio.







