-Di Ilaria Coppola-
Alla serata inaugurale di Arci Roma Incontra il Mondo, la cantautrice palermitana conferma una scrittura capace di tenere insieme satira generazionale e ferite private.
Palermitana, classe 1993, formazione classica alle spalle e un talento nel trasformare l’ironia in strumento di racconto sociale, Giulia Mei è una delle voci più originali emerse negli ultimi anni nel panorama della nuova canzone d’autore italiana.
Al Parco delle Valli, nella serata inaugurale di Arci Incontra il Mondo del 16 giugno, ha confermato ciò che le sue canzoni raccontano: dietro l’apparente leggerezza delle sue canzoni c’è una penna affilata, in grado di osservare il presente con lucidità, sensibilità e una buona dose di sarcasmo.
Dal vivo emerge soprattutto la varietà di una proposta che mescola pianoforte, cantautorato e suggestioni elettroniche.
Giulia è conosciuta principalmente per il brano “Bandiera”, diventato un piccolo manifesto generazionale e femminista, ma questo rappresenta solo una parte del suo universo artistico.
In altre canzoni come “H&M” l’ossessione per l’immagine e il consumo diventa una riflessione sulle fragilità di un’intera generazione. In “Genitori e Mio padre che non esiste” il racconto autobiografico si apre a temi come l’assenza, l’identità e i legami familiari; in “La vita è brutta” convivono malinconia e ironia, in quella sottile zona di confine che Giulia Mei sembra abitare con estrema naturalezza.
La sua cifra stilistica sta proprio qui: nella capacità di alternare leggerezza e profondità senza mai risultare didascalica.
Sul palco del Parco delle Valli il rapporto con il pubblico è stato immediato. Tra un brano e l’altro Giulia ha costruito un dialogo spontaneo con gli spettatori, alternando racconti, osservazioni pungenti e momenti di grande intensità emotiva. La voce, espressiva e versatile, accompagna un pianoforte che resta il centro della sua musica, mentre le canzoni si susseguono come capitoli di uno stesso racconto.
Alla fine del concerto resta la sensazione di aver incontrato un’artista che ha trovato una voce riconoscibile e personale che, dal vivo, rende ancora più evidente il valore della sua proposta artistica. E anche se ha fatto dell’album “Io della musica non ci ho capito niente” il suo manifesto personale, a noi sembra di aver capito parecchio.
Tracklist
INTRO
CARA ALLEGRIA
UN TU SCUI DDARI
PARLATO
DRAMMATURGIA
H&M
MOZRAT
MI O PADRE CHE NON ESI STE
GENITORI
MEDLEY PIANO
BAND RI ENTRA
S.ROSALIA
PAPESSA NERA
IO DELLA MUSICA
A PI CCI RI DDA MI A
LA VITA E’ BRUTTA
BANDIERA







