-Di Lucia Tamburello-
Al Bonsai di Bologna, Giorgio Poi porta dal vivo Schegge con una band essenziale, qualche scarto funk ed elettronico, e una scrittura che resta sempre in primo piano.
Domenica 21 giugno, il tour estivo 2026 di Giorgio Poi ha fatto tappa sul palco del Bonsai di Bologna, come sempre, nella fedelissima location del parco delle Caserme Rosse, in occasione dell’ottava edizione dell’Oltre Festival. Dopo di lui Noyz Narcos, sotto la tribuna del Sequoie Music Park, e Faccianuvola nella stessa postazione.
Ascoltando i suoi dischi, ci si aspetterebbe dal cantautore un concerto intimo e spartano, composto esclusivamente da chitarra e voce. L’artista, invece, si è presentato accompagnato dalla sua band, tramite la quale è riuscito a dare una veste nuova ai brani scelti per la performance facendo talvolta riferimento a generi come il funk e l’elettronica. Batteria, tastiera e innumerevoli alternanze di corde hanno dato una veste classica, ma dinamica al live grazie alla bravura dei musicisti. Tuttavia, gli strumenti non hanno invaso eccessivamente la scena: la voce ha prevaricato su tutto il resto degli elementi, come pretende la tradizione pop nazionale, e le parole sono rimaste al centro dell’attenzione. In linea di massima, l’esibizione si è mantenuta minimale, senza particolari caratteristiche che potessero dare un effetto di meraviglia al pubblico o rendere il concerto unico nel suo genere.
Come testimonia l’artwork sullo sfondo del parco che richiama la copertina dell’ultimo album pubblicato ormai più di un anno fa, è “Schegge” il protagonista della serata. Giorgio, infatti, ha passato in rassegna le sue tracce intervallandole con i brani più popolari del resto della sua discografia. Il tutto è partito dall’opening track, “Giochi di gambe”, che si è mantenuta abbastanza fedele alla versione registrata. Poi è arrivato senza nessun’intro o presentazione: diretto e coinciso, ha veicolato tutti i suoi messaggi per i suoi paganti tramite il suono, limitando qualsiasi tratto teatrale. Senza pause, ha proseguito con “Acqua Minerale”, “Nelle tue piscine”, “Il tuo vestito bianco” e “I pomeriggi”. Il loro accostamento ha messo particolarmente in evidenza l’evoluzione nella scrittura dell’artista che, nel corso degli anni, si è fatta più raffinata e articolata. Questa volta con qualche intervallo fisiologico composto da frasi di circostanza e sorsi d’acqua, si è arrivati a circa metà serata con “Rococò” e “Erica cuore ad elica”. Le loro sonorità un po’ più “sbarazzine” sono state stroncate dalla malinconia di “Non c’è vita sopra i 3000 kelvin” con il suo testo commovente e a tratti rassegnato (“Non c’è alibi più debole di un alibi di ferro/Per continuare a piangersi addosso”). Il cantautore ha successivamente proseguito con alcune tracce tratte dalla sua seconda uscita discografica “Smog”. Da questo momento in poi, si sono fatte largo le canzoni più conosciute: i fan del cantautore si sono letteralmente sgolati con “Tubature” o “Vinavil”. I pezzi divenuti mainstream tramite i featuring, “La musica italiana” e la regina dei social “Missili”, registrati rispettivamente con Calcutta e Frah Quintale, hanno riscosso il maggiore successo durante la serata ribadendo l’egemonia delle hit. In chiusura, per “Les jeux sont faits”, Giorgio ha abbandonato qualsiasi strumento per lasciarsi andare ad un contatto diretto con il pubblico composto da scambio di sguardi e vicinanza fisica.
Al tramonto di una delle giornate più calde dell’anno, si è manifestata l’identità divisa di un artista che adotta strutture sonore, allegorie e atmosfere troppo semplici per essere apprezzate dal quarantenne occhialuto che ascolta con la mano sotto al mento, pronto a commentare criticamente l’evento su Facebook. Per quanto le personalità artistiche, nel contesto generale, si facciano sempre più fluide e anomiche, la posizione intermedia raggiunta da Giorgio Poi, non sembra giovargli. Questo connotato, tuttavia, non mette assolutamente in discussione la qualità della scrittura e dello spettacolo di ieri in grado di toccare le corde più profonde dell’anima dei presenti.
Tracklist
Giochi di gambe
Acqua Minerale
Nelle tue piscine
Il Tuo Vestito Bianco
I Pomeriggi
Erica Cuore Ad Elica
Rococò
non c’è vita sopra i 3000 kelvin
Solo per Gioco
Stella
Tubature
Niente Di Strano
La musica italiana
tutta la terra finisce in mare
uomini contro insetti
Missili
Vinavil
Les jeux sont faits







